Secondo dati diffusi da Eurostat, 729mila persone hanno acquisito la cittadinanza in uno Stato membro dell'Unione europea. Un aumento del 3% rispetto al 2019, “dovuto principalmente agli incrementi registrati in Spagna (+27.300 cittadinanze concesse o riconosciute rispetto al 2019), seguita da Paesi Bassi (+21.800), Svezia (+16.000) e Portogallo (+ 11.000).
Il tasso di naturalizzazione più elevato è stato registrato in Svezia (8,6 cittadinanze concesse ogni 100 residenti stranieri), seguita dal Portogallo (5,5).
D’altro canto, le maggiori riduzioni in termini assoluti si sono verificate in Francia (-23.300 cittadinanze francesi concesse o riconosciute rispetto al 2019), Germania (-20.800) e Belgio (-6.700), secondo i dati Eurostat, diffusi a marzo 2022.

Per quanto riguarda la provenienza dei nuovi cittadini UE nel 2020, la maggioranza proveniva dal Marocco (68.900 persone, di cui l'86% ha acquisito la nazionalità spagnola, italiana o francese), secondo l’Istituto europeo di statistica.
Seguono i siriani, di cui quasi la metà ha acquisito la cittadinanza svedese, gli albanesi (il 70% ha acquisito la cittadinanza italiana), i rumeni (il 40% ha acquisito la cittadinanza italiana) e Brasiliani (24.100, 41,9% acquisito Portoghese, 19,6% a Cittadinanza italiana, 15% a spagnolo e 4,8% a Tedesco, sia per naturalizzazione che per riconoscimento).

Rumeni, polacchi e italiani continuano a essere i tre gruppi più grandi di cittadini dell’UE che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell’UE, mantenendo la tendenza osservata nel 2018 e nel 2019.
Gli inglesi, fuori dall’Unione Europea dal 2020 a causa di Brexit, hanno chiesto la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE soprattutto in Francia, Svezia e Paesi Bassi – 16.000 in totale.
Lo studio completo, in inglese, può essere letto qui: https://ec.europa.eu/eurostat.







































