Il giurista e professore Zeno ZencovichUn professore dell'Università Roma Tre ha sostenuto che la diaspora italiana rappresenta una risorsa strategica per il Paese. Questa affermazione è stata fatta... durante il seminario giuridico tenutosi questo venerdì (6), presso il Consiglio Nazionale Forense di Roma, che ha discusso gli effetti del decreto legge 36/25, noto come Decreto TajaniIn merito al riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
"La diaspora italiana è una questione di interesse nazionale. Gli italiani all'estero sono parte integrante della nostra comunità; non possono essere trattati come un'anomalia o un problema da risolvere", ha dichiarato Zencovich.
Il professore ha iniziato la sua presentazione rifiutando una visione strettamente legalistica del vincolo di cittadinanza. Secondo lui, il rapporto tra individuo e Stato non può essere ridotto a un criterio puramente formale o documentale.
"Non si può parlare di jus sanguinis in senso assoluto. La cittadinanza non è un diritto metafisico, ma un rapporto giuridico concreto tra l'individuo e lo Stato. E questo rapporto può cambiare nel tempo", ha affermato.
Per Zencovich, il dibattito sulla cittadinanza deve tenere conto del ruolo storico dell'emigrazione italiana e dei legami mantenuti da milioni di discendenti sparsi in tutto il mondo. "Chi vive fuori dall'Italia ma mantiene legami culturali, familiari ed affettivi fa parte del popolo italiano. È espressione della nostra storia e della nostra identità".
Il giurista ha inoltre evidenziato come il decreto legislativo, ora legge, ignori l'importanza della dimensione globale dell'identità italiana. "Riducendo la cittadinanza a un meccanismo burocratico, senza considerare il valore sociale e politico della nostra diaspora", È una visione miope e dannosa.".
Ha concluso il suo intervento sostenendo che le istituzioni italiane dovrebbero considerare la cittadinanza per discendenza come uno strumento di rafforzamento nazionale, e non come un ostacolo all'organizzazione amministrativa. "Si tratta di capire che tipo di rapporto vogliamo mantenere con i nostri cittadini in tutto il mondo. È una scelta politica, ma anche etica".
Il seminario ha riunito giudici, docenti ed esperti provenienti da diverse regioni d'Italia. La discussione precede l'udienza di... Corte costituzionale, previsto per l'11 marzochi giudicherà tre ordini di rimessa che mettono in discussione la legittimità del decreto legge 36/25La decisione potrebbe avere un impatto diretto sull'accesso alla cittadinanza italiana per milioni di persone di origine italiana in tutto il mondo.






































