Ci sono voluti 21 anni per implementare la carta d'identità elettronica in Italia (CIE-carta d'identità elettronica italiana), ma la tradizionale burocrazia italiana ha causato l'emissione erronea di 346.000 nuovi documenti, che sono nelle tasche di molti cittadini.
Un residente di Randazzo, in provincia di Enna, ha avuto problemi all'aeroporto di Fiumicino a Roma perché il suo documento elettronico non è stato ritenuto valido dalla sicurezza aeroportuale. Lo afferma una segnalazione pervenuta al Ministero dell'Interno.
L’Italia è stato il primo Paese a introdurre la carta d’identità elettronica in tutta Europa, ma l’ultimo a metterla in pratica – e anche allora si è sbagliato.
Il conto è già arrivato. Per correggere l'errore, il Ministero dell'Interno ha dovuto inviare centinaia di migliaia di lettere ai cittadini con documenti difettosi.
La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.
Elaborato dal Poligrafo di Stato, l'unica azienda statale responsabile della produzione di milioni di documenti in tutta Italia, si difende dicendo che creare un allarme nel Paese come questo genera solo un conflitto istituzionale. “La data di emissione rientra tra i cosiddetti dati secondari”, spiega Paolo Aielli, amministratore della società.
Per soddisfare la domanda, l'azienda ha raddoppiato le macchine in produzione, portandole da cinque a dieci. Il software però non è stato aggiornato: sulla carta la data di emissione è corretta, ma sul chip, cuore tecnologico del nuovo documento, la data è il 2015.
Con informazioni da Yahoo Finanza







































