L'amministratore delegato dell'Inter, Giuseppe Marotta, ha lanciato questo mercoledì (26) un avvertimento agli enti statali italiani, avvertendo dell'imminente bancarotta della Serie A e delle strutture del calcio professionistico.
Lo ha dichiarato Marotta, in un'intervista a Il Sole 24 Ore, che cosa "tutto il calcio italiano è a rischio insolvenza”. “Il Governo e le istituzioni politiche non possono ignorare la realtà. L’intero sistema è sull’orlo del baratro, una realtà che esisteva già prima del Covid e che non ha ricevuto la dovuta attenzione e sostegno negli ultimi due anni”, ha denunciato il leader “interista".
All'inizio di gennaio, il Club della Lega Italiana ha deciso all'unanimità di ridurre la capienza dello stadio a cinquemila spettatori per due giornate, così da contribuire ad abbassare la curva dei casi di Covid-19, situazione che Marotta vuole invertire, sperando che i club possano aumentare le entrate.
Ricordiamo che l’Italia era, all’inizio della pandemia, il Paese europeo più colpito, dopo aver chiuso gli stadi all'inizio del 2020, mantenendo successivamente fino al 50% della capacità delle arene, le restrizioni si sono allentate in base all'evoluzione della situazione nel Paese e in Europa.
“È sicura la presenza del pubblico con mascherine FFP2, certificati e capienza ridotta fino al 50% in attrezzature all’aperto. IL riduzione a cinquemila spettatori, con grande sacrificio da parte dei club, è la prova che la situazione va affrontata con la massima responsabilità”, ha sottolineato, tracciando un parallelo con altri campionati.
Se la Francia è sul punto di aprire le porte degli stadi senza restrizioni, come sta già accadendo in Inghilterra, avrà senso che l’Italia continui una politica così restrittiva?”, si è chiesto.
Riguardo all’eccessivo populismo nei confronti del mondo del calcio, Marotta ha spiegato: “Il calcio continua ad essere visto come un mondo di manager ricchi e stupidi che sprecano soldi per mero piacere”. "Lottiamo per meritare il riconoscimento di ciò che realmente rappresentiamo e non accettiamo che il calcio professionistico non sia visto come nessun altro settore", ha affermato. Marotta.







































