Il 25 aprile, giorno in cui l'Italia celebra 80 anni dalla liberazione dal regime fascista e dall'occupazione nazista, diverse città hanno annullato o ridotto gli eventi tradizionali. Le decisioni sono state prese in un momento di lutto nazionale per la scomparsa di Papa Francesco, ma hanno suscitato critiche per il loro contenuto politico.
A Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, la giunta comunale ha vietato il canto Bella Ciao, inno simbolo della Resistenza italiana. Solo canzoni solenni, come Silenzio e Attento, sono stati autorizzati alla cerimonia. Il provvedimento è stato imposto da Paolo Patelli, esponente della Lega, partito di estrema destra.
La decisione ha provocato reazioni da parte della comunità e dell'Associazione nazionale partigiani italiani (ANPI). “Alla band potrebbe essere impedito di suonare Bella Ciao, ma i cittadini non smetteranno di cantare con amore. «È un canto di pace e sarà cantato anche in onore di Papa Francesco», ha detto Walter Torrioni, direttore locale dell’ANPI.
Secondo Torrioni la giustificazione del lutto non regge. "I cinema sono ancora aperti, il mercato è stato mantenuto. Perché solo il 25 aprile dovrebbe essere solenne?" chiese.
Le restrizioni a Romano di Lombardia fanno parte di un movimento nazionale. Il governo di Giorgia Meloni, della coalizione di destra, pur non avendo posto il veto agli eventi, ha raccomandato che questi si svolgessero con “sobrietà”.
In paesi come Ono San Pietro e Cividate Camuno, in provincia di Brescia, le cerimonie sono state annullate. A Cinisello Balsamo, vicino a Milano, il sindaco Giovanni Ghilardi ha vietato le bandiere partigiane, annullato comizi ed escluso i gruppi della resistenza.
Anche Domodossola, in Piemonte, luogo simbolo storico della Resistenza, optò per una manifestazione in scala ridotta, senza cortei, musica o discorsi pubblici.
Il movimento non si limita alle amministrazioni conservatrici. A Leno, sempre nel bresciano, governato dal Partito Democratico (centro-sinistra), la manifestazione si è ridotta a una breve cerimonia mattutina.
La controversia evidenzia come la memoria della Resistenza continui a essere un tema delicato e politicamente controverso nell'Italia di oggi.





































