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Cittadinanza

Decreto cittadinanza italiana “autoritario e miope”, dice Natitaliani

L'ente sostiene che il provvedimento viola i principi costituzionali e minaccia lo storico diritto alla cittadinanza.

Natitaliani denuncia: il decreto è stato approvato senza consultare la comunità italiana all'estero | Foto: Divulgazione
Natitaliani denuncia: il decreto è stato approvato senza consultare la comunità italiana all'estero | Foto: Divulgazione

L'associazione internazionale Natitaliani ha dichiarato ferma opposizione al nuovo Decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che altera il riconoscimento di Cittadinanza italiana iure sanguinis. Il provvedimento, pubblicato senza consultare il Parlamento né gli italiani all'estero, è entrato in vigore immediatamente.

«Il provvedimento rappresenta un attacco diretto a un diritto fondamentale di matrice laica, minando le fondamenta stesse dell’italianità nel mondo», si legge nella nota ufficiale diffusa dall’ente.

L'associazione è presieduta da Daniele Taddone, sociologo, genealogista e consulente presso il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero)L'organizzazione si avvale di rinomati avvocati specializzati in diritto della cittadinanza italiana. Considerano la misura politica, autoritaria e dannosa.

“Invece di adottare misure per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e contrastare gli abusi, il Governo ha scelto la via più breve e dannosa: cancellare un diritto storico”, si critica nella nota.

Scadenza fissata e impatto immediato

Il decreto stabilisce un termine di prescrizione fino al 27 marzo 2025, dopodiché le domande di cittadinanza per discendenza verranno automaticamente respinte. “Viola il principio di irretroattività, imponendo retroattivamente un termine di prescrizione”, sottolinea la dichiarazione.

Secondo Natitaliani, la pubblicazione improvvisa ha già portato a sospensioni degli incarichi consolari e genererà un aumento esponenziale delle cause legali. “Ciò creerà inevitabilmente un aumento esponenziale dei contenziosi, gravando ulteriormente su un sistema giudiziario già sotto pressione”.

L'ente contesta inoltre la giustificazione della frode come base del decreto. “Si fa riferimento a presunti episodi di frode, mai quantificati, utilizzandoli come pretesto per giustificare un provvedimento punitivo nei confronti di milioni di discendenti di italiani che hanno un diritto inalienabile fin dalla nascita.”

“Hanno buttato via il bambino con l’acqua sporca”

Nella dichiarazione, Natitaliani usa una metafora di origine inglese per riassumere la decisione del governo italiano: "Questo decreto significa 'buttare via il bambino insieme all'acqua sporca'".

L'ente denuncia inoltre la mancanza di dibattito democratico e di partecipazione delle comunità coinvolte. “Una decisione su una questione di tale importanza non è frutto di discussioni democratiche con il Parlamento o con organizzazioni che conoscono la realtà degli italiani all’estero, ma è stata presa a porte chiuse, nel cuore della notte.”

Mobilitazione internazionale

L'associazione afferma che mobiliterà "tutte le forze politiche, le associazioni, il mondo cattolico, le comunità di discendenti italiani nel mondo, i costituzionalisti e i giuristi" per annullare il provvedimento.

Per Natitaliani il decreto ignora il valore della diaspora italiana: “Se 'Made in Italy' è ancora oggi sinonimo di eccellenza nel mondo, è anche grazie ai milioni di italiani all'estero che, con le loro tradizioni, i loro valori e il loro stile di vita, hanno tenuto alto il prestigio dell'Italia a livello internazionale”.

Lotta alla disinformazione

L'organizzazione promette inoltre di agire contro l'immagine distorta di coloro che cercano la cittadinanza: "Continueremo a lottare contro le manipolazioni e le distorsioni dei media che cercano di dipingere i discendenti italiani come individui interessati solo a ottenere 'passaporti facili' o a sfruttare il sistema sanitario e previdenziale italiano".

La nota evidenzia che i residenti all'estero non avere accesso automatico ai servizi pubblici italiani. “In realtà, i residenti all’estero non hanno accesso al sistema sanitario o previdenziale se non hanno contribuito per almeno 10 anni come residenti in Italia.”

In conclusione, Natitaliani ribadisce: «La cittadinanza italiana è un diritto inalienabile, frutto di una storia comune e di legami profondi che non possono essere cancellati con un colpo di penna legislativo».

Leggi la dichiarazione completa

COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DI NATITALIANI

Natitaliani si oppone con fermezza e decisione al recente Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che modifica radicalmente la disciplina sulla cittadinanza italiana. Tale disposizione rappresenta un attacco diretto a un diritto fondamentale di origine laica, minando le fondamenta stesse dell'identità italiana nel mondo.

Invece di adottare misure per rendere più efficiente la pubblica amministrazione e contrastare gli abusi, il Governo ha scelto la via più breve e dannosa: cancellare un diritto storico. Si fa riferimento a presunti episodi di frode, mai quantificati, utilizzandoli come pretesto per giustificare un provvedimento punitivo nei confronti di milioni di discendenti di italiani che hanno un diritto inalienabile fin dalla nascita.

È inaccettabile che, invece di intervenire con azioni preventive e correttive mirate, si opti per una soluzione drastica che penalizzi indiscriminatamente una vasta comunità. Utilizzando una metafora inglese familiare, questo decreto significa "buttare via il bambino insieme all'acqua sporca".

Questo decreto legge, chiaramente politico, ha caratteristiche autoritarie che evocano i periodi più bui della storia italiana. L’orientamento “fascista” della proposta di decreto è, innanzitutto, sostanzialmente errato: ignora i diritti degli italiani nati all’estero e sottovaluta, a livello mondiale, il loro immenso potenziale economico e culturale. Inoltre, viola il principio di irretroattività imponendo retroattivamente un termine di prescrizione – fissato al 27 marzo 2025 – che respinge automaticamente le domande anche se sono pronte per essere presentate.

Anche il metodo adottato è inaccettabile: una decisione su una questione di tale importanza non è frutto di un confronto democratico con il Parlamento o con le organizzazioni che conoscono la realtà degli italiani all'estero, ma è stata presa a porte chiuse, nel cuore della notte.

Natitaliani è quindi consapevole che il danno economico, morale e di immagine derivante da questo decreto è incalcolabile.

Se il “Made in Italy” è ancora oggi sinonimo di eccellenza nel mondo, è anche grazie ai milioni di italiani all’estero che, con le loro tradizioni, i loro valori e il loro stile di vita, hanno mantenuto alto il prestigio dell’Italia a livello internazionale.

Inoltre, l'entrata in vigore immediata del decreto comporterà inevitabilmente un aumento esponenziale del contenzioso, gravando ulteriormente su un sistema giudiziario già sotto pressione. Le sospensioni degli appuntamenti e le nuove nomine per il riconoscimento iuris sanguinis, annunciate senza preavviso, aumenteranno ulteriormente il caos e l'incertezza per migliaia di famiglie.

Natitaliani si impegna a mobilitare tutte le forze politiche, le associazioni, il mondo cattolico, le comunità di discendenti italiani nel mondo, i costituzionalisti e i giuristi, nonché a sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sui danni irreparabili che questa misura miope arrecherà al sistema Paese e agli italiani, ovunque essi siano nati.

Continueremo a lottare contro le manipolazioni e le distorsioni mediatiche che tentano di dipingere i discendenti italiani come individui interessati solo ad ottenere “passaporti facili” o a sfruttare il sistema sanitario e previdenziale italiano. Infatti, i residenti all'estero non hanno accesso al sistema Sanitario o Previdenziale se non hanno versato contributi per almeno 10 anni come residenti in Italia.

Per quanto riguarda il diritto di voto, gli italiani all'estero possono esprimersi solo votando per un numero limitato di parlamentari. Su questi e altri argomenti forniremo dati concreti per evitare che il dibattito sulla cittadinanza venga ulteriormente strumentalizzato a fini politici.

Natitaliani ribadisce con forza che la cittadinanza italiana è un diritto inalienabile, frutto di una storia comune e di legami profondi che non possono essere cancellati con un colpo di penna legislativo. Invitiamo tutti gli italiani, residenti in Italia e all'estero, a unirsi a noi in questa lotta per la giustizia, la dignità e il rispetto dei diritti fondamentali di cittadinanza.

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