Un giorno dopo l'udienza del 9 giugno a Corte Costituzionale Italiana, che ha esaminato questioni relative alla cittadinanza per discendenza, il presidente della Corte, Giovanni Amoroso, ha pubblicato un intervista video con il Presidente emerito Mario Rosario Morelli. Il tema centrale è cosa accade quando la Corte costituzionale e la Corte di Cassazione adottano interpretazioni diverse sulla stessa questione.
La pubblicazione passò quasi inosservata, ma attirò l'attenzione dell'avvocato. Monica Restanio, che agisce come difensore nelle udienze sulla cittadinanza presso la Corte Costituzionale e patrocina il caso 8845/24, in attesa di decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. In un'analisi pubblicata sui suoi social media, ha classificato il materiale come un elemento di forte contenuto giuridico-istituzionale che merita attenzione.
La guerra dei tribunali
Il video fa parte di una serie realizzata dalla Corte stessa con la partecipazione di presidenti emeriti ed è il quarto episodio dell'iniziativa. Amoroso introduce l'argomento: "Come avete visto evolversi nel tempo il rapporto tra la Camera di Cassazione e la Corte Costituzionale? Avete assistito, di fatto, a quella che viene definita la guerra tra le corti".
Morelli spiega che, in linea di principio, le competenze erano ben definite. La Corte di Cassazione aveva l'ultima parola sull'interpretazione della legislazione ordinaria. La Corte Costituzionale era tenuta unicamente a verificare se tale interpretazione fosse compatibile con la Costituzione.
Il conflitto sorse negli anni '1970, in un caso riguardante le commissioni tributarie. Invece di affrontare direttamente la questione costituzionale sollevata dalla Corte di Cassazione, la Corte Costituzionale modificò preventivamente l'interpretazione della legge stessa. Reinterpretando la norma come riferita a un organo amministrativo e non giudiziario, eliminò il fondamento della questione costituzionale e la dichiarò inammissibile.
Questa posizione provocò una forte reazione da parte del Comitato di Cassazione, che insistette sulla sua interpretazione e ripropose la questione. Per superare lo stallo, si consolidò la dottrina del "diritto vivente". (diritto vivente), ispirato dagli studi di Tullio Ascarelli.
L'armistizio della legge vivente
Secondo questa interpretazione, la Corte costituzionale ha cominciato a considerare come fatto storico l'interpretazione consolidata dai tribunali ordinari, in particolare dalla Corte di Cassazione, e ad esaminare la costituzionalità della norma così come effettivamente applicata dai giudici.
La Corte costituzionale non ha mai formalmente rinunciato al suo potere di interpretare autonomamente la legge. In pratica, tuttavia, ha iniziato a rispettare l'interpretazione consolidata, discostandosene solo in casi eccezionali. Morelli descrive questa soluzione come una sorta di armistizio istituzionale, che ha meglio definito le funzioni: la Corte di Cassazione stabilisce l'interpretazione del diritto sub-costituzionale, mentre la Corte costituzionale ne controlla la compatibilità con la Costituzione.
Il presidente emerito sottolinea che la controversia è rimasta circoscritta al campo dell'interpretazione delle norme. Su un altro fronte, le due corti hanno sviluppato una crescente cooperazione. La Corte costituzionale ha iniziato a incoraggiare i giudici ordinari, compresa la Corte di Cassazione, ad applicare direttamente i diritti fondamentali previsti dalla Costituzione, anche quando la legislazione ordinaria risultava insufficiente.
A titolo di esempio, cita una sentenza riportata da Santosuosso e Granata che imponeva ai giudici di riconoscere i diritti fondamentali del bambino nato tramite fecondazione eterologa, in un momento in cui la tecnica non era ancora autorizzata dalla legge italiana.
La lettura dell'avvocato
Per Restanio, l'intervista contribuisce a comprendere l'attuale situazione giuridica in materia di cittadinanza italiana per discendenza, attualmente in attesa di decisioni da parte della Corte Costituzionale e delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. L'avvocata afferma di rimanere fermamente ancorata alla sentenza 13818 della Corte di Cassazione. de 12 de maio de 2026e chi legge l'intervista come contesto istituzionale per questo scenario.
Lei stessa fa due precisazioni. L'intervista non anticipa l'esito di alcuna decisione e non permette di affermare che una posizione prevarrà sull'altra. "Con prudenza... ma con fiducia", riassume l'avvocata, ricordandoci che l'esito potrebbe definire il futuro di migliaia di italiani nati all'estero.
Qual'è il rischio
La Corte Costituzionale ha tenuto udienze sull'argomento il 24 giugno 2025, l'11 marzo 2026 e il 9 giugno 2026. Parallelamente, è attesa la pronuncia della Sezione Unita di Cassazione sul caso 8845/24, seguito con grande interesse dalla comunità italo-discendente. Nell'ambiente giuridico si auspica che le decisioni siano note prima della pausa giudiziaria italiana, che inizia il 1° agosto.
Guarda l'intervista: https://www.youtube.com/corte





































