*Articolo aggiornato
In un'azione in corso nel Tribunale d'IvreaNel nord Italia, l'ex sindaco di Lauriano e altri nove imputati sono accusati di aver agevolato l'ottenimento della cittadinanza italiana in un sistema che si ritiene fraudolento. Secondo una pubblicazione di [nome della fonte mancante], i brasiliani avrebbero pagato fino a 10 euro per ottenere i documenti. Giornale La Voce, venerdì (04/10).

Il presunto schema di falsificazione coinvolgerebbe dipendenti e intermediari
Giovedì scorso (3), il Tribunale di Ivrea ha celebrato l’udienza preliminare sul processo di presunta falsificazione della cittadinanza italiana nei confronti di 68 cittadini brasiliani tra il 2018 e il 2019, nel comune di Lauriano, nella regione Piemonte.
L'indagine, venuta alla luce settimane prima delle elezioni comunali, avrebbe coinvolto l'ex sindaco di Lauriano, Matilde Casa, e dipendenti del settore Anagrafe, che avrebbero falsificato documenti per riconoscere la cittadinanza italiana ai brasiliani tramite lo "ius sanguinis", un criterio che riconosce la nazionalità ai discendenti degli italiani.
Gli imputati e il funzionamento del presunto schema
Secondo informazioni pubblicate dalla stampa italiana, tra gli imputati figurano funzionari pubblici, intermediari e proprietari di un bed & breakfast (B&B), che fungerebbe da soggiorno temporaneo per i brasiliani coinvolti.
Il pubblico ministero Valentina Bossi, responsabile delle indagini, avrebbe dichiarato: come pubblicato dal quotidiano La Voce — che Matilde Casa, allora sindaco, insieme a Barbara Anselmino, responsabile del settore archivi, e Giuseppe Marcucci, impiegato comunale, avevano falsificato i documenti necessari per il riconoscimento della cittadinanza.
Inoltre, secondo l'accusa, una società brasiliana avrebbe aiutato nella logistica, coordinando l'arrivo dei brasiliani in Italia e assicurandosi che si dichiarassero residenti, anche se in realtà non vivevano nel Paese.
Secondo la Procura e il quotidiano locale, Niva Detti e Mauro Franchini, titolari del B&B Cascina Colombaro, a Lauriano, avrebbero rilasciato false dichiarazioni di residenza per accogliere il progetto.
Secondo l'accusa, i dipendenti comunali avrebbero ricevuto regali da parte degli intermediari, tra cui borse, gioielli e perfino una stampante, che sarebbe stata donata al sindaco Matilde Casa come regalo di Natale del 2018.
Avanzamenti nel processo e nelle trattative
Secondo il quotidiano italiano, nel corso dell'udienza gli avvocati della difesa avrebbero tentato di trasferire il caso a Siena, sostenendo che la società di intermediazione avrebbe operato prevalentemente in quella regione, ma il giudice ha respinto la richiesta.
Il processo è stato rinviato al 12 dicembre, quando verranno formalizzate le accuse.
Sempre secondo La Voce, Stefano Bardelli, uno degli intermediari chiave, avrebbe chiesto una condanna concordata a due anni e sei mesi di reclusione.
C'entra il futuro dei brasiliani
Resta aperta la situazione dei 68 brasiliani presumibilmente coinvolti.
Secondo la stampa italiana, l'inchiesta ha difficoltà a notificarli, poiché molti sono già rientrati in Brasile.
* Articolo aggiornato il 08/10/2024. Il testo di cui sopra è stato adattato poiché il processo è in corso e non esiste pertanto una decisione preferibile.






































