Secondo quanto riportato dal canale Sky TG24, un articolo d'opinione utilizza l'espressione "italiani alle vongole" per commentare il caso Lavitola-Ranucci. Il testo ricorda che l'etichetta nacque nel 1952 sulla rivista Il Mondo di Mario Pannunzio, come condanna di una società descritta come compiacente e oscura. Per l'autore, questi stessi italiani si starebbero ora prendendo la rivincita. L'articolo cita sondaggi d'opinione commissionati da Valter Lavitola sul giornalista Sigfrido Ranucci e indica Paolo Mieli e Stefano Cappellini, attuale direttore di Repubblica, seduti ai tavoli di Lavitola.
L'argomentazione ripercorre la storia dell'editoria italiana. Da Il Mondo nacque L'Espresso, che nel 1955 pubblicò il titolo "Capitale corrotta, nazione infectta" con Manlio Cancogni, e successivamente Repubblica, fondata da Eugenio Scalfari. L'autore rievoca lo stile di quel giornale, con i disegni di Giorgio Forattini, i reportage di Giampaolo Pansa sul partito Democrazia Cristiana e il direttore Carlo Caracciolo, ex partigiano e amico del collega Peppino Ciarrapico.
Il testo si conclude con un'immagine letteraria. Mieli e Cappellini appaiono come il Gatto e la Volpe di una Lavitola che non sarebbe Pinocchio, bensì Lucignolo, nella Roma del potere descritta come la Città dei Giocattoli.
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La Corte Suprema ha ribadito: la cittadinanza nasce con la persona.
- Si è aperto un nuovo fronte legale
- È ancora possibile presentare le istanze.
- Valutazione individuale prima di qualsiasi decisione.







































