Lo stilista italiano Giorgio Armani È scomparso giovedì 4, all'età di 91 anni, a Milano. Fondatore del marchio che porta il suo nome, era noto per la sua eleganza minimalista e per la rivoluzione silenziosa che promosse nella moda, in particolare nella sartoria maschile.
Armani è nato l'11 luglio 1934, a Piacenza, nel nord Italia. Prima di dedicarsi alla moda, studiò medicina, prestò servizio nell'esercito e lavorò come addetto agli acquisti in un grande magazzino. La rinascenteIl suo ingresso definitivo nel settore avviene negli anni '1960, quando disegna per il marchio Nino Cerruti.
Nel 1975, con il supporto del collega Sergio Galeotti, creò Giorgio Armani. La sua proposta era audace: eliminare imbottiture e fodere dagli abiti tradizionali. Il risultato fu un look moderno, confortevole e aderente. Un'estetica che ha influenzato generazioni.

Dall'abito al red carpet
Il cinema è stato essenziale per la proiezione internazionale di Armani. Nel 1980, Richard Gere indossò i suoi abiti nel film Gigolo americanoSecondo lo stesso Armani, "il film ha plasmato l'immaginario collettivo degli anni '1980". Da allora in poi, ha disegnato costumi per oltre 250 produzioni.
La sua influenza crebbe anche nel mondo delle celebrità. Sul red carpet, attrici come Julia Roberts e modelle brasiliane indossavano le sue creazioni. Sempre negli anni '1980, lanciò Emporio Armani, rivolto a un pubblico giovane, e divenne il primo stilista sulla copertina della rivista Ora dai tempi di Christian Dior.
Armani ha investito anche in linee di intimo, con campagne pubblicitarie che hanno visto come protagonisti atleti come David Beckham e Rafael Nadal. Ha affermato di ricercare "atteggiamento e personalità" nei suoi testimonial, non solo bellezza fisica.

Discrezione e longevità
Noto per il suo stile riservato, Armani viveva lontano dai tabloid. Preferiva trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici, spesso a bordo della sua barca. Senza figli, era molto legato alla nipote, Roberta Armani, che lo accompagnava in viaggi ed eventi.
Nonostante la sua discrezione, non si è tirato indietro dall'esprimere opinioni forti. In un'intervista con La rivista del Sunday Times, criticò gli stereotipi nell'abbigliamento maschile, generando polemiche. Nota era anche la sua rivalità con Gianni Versace, assassinato nel 1997.
La sua carriera è segnata da coerenza estetica, innovazione e resistenza al fascino del sensazionalismo. Armani è stato, fino alla fine, sinonimo di eleganza e pragmatismo. Il suo nome rimane uno dei più rispettati nel mondo della moda.







































