L'Eurasia stima una probabilità del 55% che il governo italiano venga riformato nei prossimi giorni.
Le tensioni interne alla coalizione di governo del Paese potrebbero portare ad un rimpasto del gabinetto del Primo Ministro Giuseppe Conte, che dovrebbe rimanere in carica, secondo una valutazione dell'agenzia di consulenza.
Questo scenario è considerato il più probabile (40%) derivante dalle continue pressioni dell'ex premier, oggi senatore, Matteo Renzi su Conte.
Tuttavia, l’Eurasia considera una probabilità del 15% di un cambio del primo ministro, che sarebbe un nuovo nome sostenuto dalla stessa coalizione di partiti.
La pressione su Conte si è intensificata nell’ultimo trimestre del 2020, quando la sua gestione della seconda ondata di Covid-19 è stata criticata.
Renzi ha accusato il primo ministro di cercare di assumere poteri di governance per la prossima spesa del Recovery Fund dell'Unione europea, escludendo le parti correlate, tra cui Itália Viva di Renzi.
Giovedì è prevista una nuova riunione di gabinetto, con l’approvazione di un piano di ripresa rivisto e di una nuova struttura di governance.
L’attuale coalizione dei partiti di governo può rimanere
L'Eurasia ritiene che il mantenimento dell'attuale coalizione di partiti al governo possa essere mantenuto, ma con il ritiro di Conte dalla carica di primo ministro, in uno scenario con una probabilità del 15%.
Questa proiezione sarebbe confermata se non si risolvessero gli scontri che coinvolgono il Recovery Fund e si generasse una crisi più grande.
Secondo Eurasia, il conflitto potrebbe essere risolto in modi meno probabili, ad esempio attraverso una coalizione più ampia guidata da un governo con un’inclinazione “tecnocratica”.
In pratica, afferma la società di consulenza, questi possibili cambiamenti non dovrebbero alterare sostanzialmente la prospettiva delle politiche adottate dall'Italia.
L’uscita di Italia Viva dalla coalizione di governo per formare un’ampia coalizione di destra rappresenta un ultimo scenario ancora meno probabile, secondo il Eurasia.
Anche l'indizione di elezioni immediate non dovrebbe avvenire, poiché organizzare le elezioni in piena pandemia sarebbe una sfida, afferma la società di consulenza, soprattutto in considerazione del rinvio delle elezioni regionali in Calabria e delle elezioni comunali.







































