In Italia è stata segnalata l'invasione di due specie di pappagalli verdi: il parrocchetto dal collare e parrocchetto monaco – ha suscitato allarme tra ambientalisti, ornitologi e agricoltori.
Considerati una specie invasiva, questi pappagalli si stanno rapidamente diffondendo in tutto il paese, rappresentando una minaccia significativa per l’agricoltura e l’ambiente.
Impatto sull'agricoltura
I pappagalli verdi si nutrono di colture agricole, frutta e verdura, oltre a causare danni agli alberi ornamentali, dai quali rimuovono i rami per costruire i nidi. Questi comportamenti hanno già comportato perdite significative per i produttori in diverse regioni d’Italia, soprattutto in un settore che si trova ad affrontare sfide come la siccità prolungata.
Secondo Fulvio Fraticelli, presidente della Stazione romana di osservazione e protezione degli uccelli (SROPU), le due specie presentano comportamenti diversi:
- parrocchetto monaco: colonizza le aree urbane e periferiche, diffondendosi da città come Roma alle zone costiere.

- Parrocchetto inanellato: si sposta fino a 100 km al giorno, tornando nei dormitori comuni con centinaia di individui.

Azioni proposte dagli esperti
Durante una tavola rotonda a Maccarese, provincia di Roma, i ricercatori hanno evidenziato la necessità di politiche pubbliche efficaci per contenere la proliferazione delle specie. Tra le soluzioni suggerite ci sono:
- Consapevolezza pubblica: sensibilizzare i cittadini a non nutrire i pappagalli, impedendo la formazione di nuove colonie.
- Controllo del nido: rimuovere i nidi appena costruiti prima che avvenga la riproduzione.
- Governo e sostegno europeo: includere i pappagalli verdi nell'elenco delle specie esotiche invasive e cercare il coordinamento con l'Unione europea per una strategia di controllo globale.
Una minaccia crescente
Secondo Emiliano Mori, ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), il problema richiede azioni coordinate tra ministeri e amministrazioni locali. “È fondamentale che la questione venga affrontata a livello europeo, perché non è un problema esclusivamente italiano”, dice l'esperto.
Belli, ma creano problemi.







































