Lo studio ha dimostrato che ci sono migliaia di posti vacanti nel paese che non suscitano l'interesse dei lavoratori
L’Italia convive con tassi di disoccupazione superiori al 10% da più di mezzo decennio, ma uno studio pubblicato la scorsa settimana ha dimostrato che ci sono migliaia di posti vacanti nel Paese che non suscitano l’interesse dei lavoratori.
L'indagine è stata realizzata dall'Unione delle Camere di Commercio Italiane (Unioncamere) e rivela che i ristoranti hanno aperto a gennaio 11mila posti vacanti per camerieri, ma che il 23% di questi posti resta vacante.
Anche altre categorie di lavoro manuale o quelle che richiedono qualifiche inferiori si trovano ad affrontare una carenza di manodopera. Tra gli assistenti di cucina questa percentuale è pari al 42%; tra i rappresentanti di vendita, il 51%; per i pizzaioli il 97%.
Solo a Milano i posti vacanti sono circa 73mila. All’altro estremo del mercato del lavoro, Confindustria stima che nel triennio 200-2019 il Paese aprirà 2021mila posti di lavoro nelle posizioni più qualificate, ma di questi un terzo è a rischio di essere lasciato vuoto per mancanza di talenti.
Ciò fa sì che molte aziende si rivolgano alla manodopera straniera. I settori più colpiti saranno l'informatica, la meccanica, il tessile, l'alimentare, la chimica e l'arredamento, tra i principali motori della crisi “fatto in Italia”.
Recentemente il governo italiano ha approvato la creazione del reddito di cittadinanza, un programma sociale che prevede l’erogazione di contributi mensili alla popolazione a basso reddito, con la compensazione che i beneficiari non rifiutino tre offerte di lavoro consecutive nei centri per l’impiego sparsi sul territorio. .
Il progetto entrerà in vigore ad aprile e rappresenta una delle scommesse del governo per rilanciare l'economia italiana, entrata in una recessione tecnica.
da Agenzia Ansa





























































