La guardia tiratrice Donte DiVincenzo, giocatore NBA per Minnesota Timberwolves[Nome], ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza italiana per meriti speciali. La decisione, confermata questa settimana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si basa sull'articolo 9, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, che consente il riconoscimento della cittadinanza italiana agli stranieri che abbiano reso "servizi rilevanti" al Paese.
Approvato dal Consiglio dei Ministri il 14 luglioIl provvedimento attende ora solo la formalizzazione da parte della Corte dei Conti per il rilascio del passaporto. Con il documento in mano, DiVincenzo potrà rinforzare la Nazionale italiana nel Campionato Europeo, che inizierà il 28 agosto. debutto contro la Grecia.
L'azione non è senza precedenti. A febbraio, il presidente argentino Javier Milei, ha ottenuto anche la cittadinanza italiana, in questo caso da ius sanguinis (per discendenza), con una velocità insolita, spinta dal sostegno diretto del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Strategia sportiva e legalità
Donte DiVincenzo, nato nel Delaware (USA) nel 1997, è nipote di immigrati italiani provenienti dalla regione di Abruzzo. Campione NBA 2021 e soprannominato “Grande Ragù” Grazie alle sue origini italiane e ai capelli rossi, è un nome consolidato nel basket nordamericano. Il suo valore tecnico giustifica l'interesse della Federazione Italiana ad integrarlo nella Azzurra, anche senza aver vissuto in Italia.
Il caso, pur creando disagio a chi da anni attende il riconoscimento della cittadinanza, come migliaia di italo-brasiliani, è supportato da una legislazione adeguata, afferma il sociologo e consigliere del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), Daniel Taddone.
Secondo lui si tratta di una prerogativa dello Stato italiano, che può, a sua discrezione, accelerare i processi a vantaggio dei propri interessi diplomatici, culturali o sportivi.
Sebbene raro, questo tipo di concessione della cittadinanza basata su meriti speciali è previsto in diversi paesi. Ovviamente, la tempistica del caso DiVincenzo è particolarmente delicata. A quanto pare, la sua cittadinanza potrebbe persino essere riconosciuta da ius sanguinis, ma i 'meriti straordinari' sembrano essere legati unicamente a una convenienza dello sport italiano.

Per Taddone, non esiste alcuna traccia di servizi forniti da DiVincenzo all'Italia che giustifichi questa concessione. "Mi sembra evidente che la disposizione non sia stata utilizzata con la dovuta serietà. Parafrasando il nostro Ministro Antonio Tajani, 'la cittadinanza è una cosa seria'", afferma.
L'agilità del processo ha sorpreso anche Giovanni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP). In una recente intervista, ha riconosciuto che il processo ha superato le aspettative. "È stato un processo molto rapido; confesso che non me lo aspettavo", ha dichiarato.





































