Una delle decisioni più significative in materia di cittadinanza italiana, dall'entrata in vigore della riforma del 2025, è passata quasi inosservata ai principali organi di stampa del Paese.
Questo giovedì, 23 luglio, il La Corte costituzionale italiana ha depositato l'ordinanza 147/2026., che deferisce alla Corte di giustizia dell'Unione europea una questione che coinvolge l'articolo 3-bis della legge 91/1992.
La norma, introdotta dalla riforma promossa dal governo di Giorgia Meloni, limitava severamente il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza e colpiva anche le persone nate prima della sua entrata in vigore.
Ora, parte di questa disciplina sarà esaminata dai giudici in Lussemburgo.
Nonostante il peso giuridico e politico della decisione, la questione non ha trovato spazio sui principali media italiani.
Al di fuori dei principali quotidiani
Dalle ricerche effettuate da Italianismo fino a venerdì 24 luglio, non sono emersi articoli di rilievo sull'Ordinanza 147 nelle principali sezioni di Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, ANSA o RaiNews.
La decisione si è concentrata principalmente su veicoli legali specializzati in materia di immigrazione o destinati a cittadini italiani residenti all'estero.
O Il Sole24 Ore pubblicò il caso nella sua rivista giuridica con il titolo "Sulla preclusione originaria della cittadinanza italiana, una nuova questione per la Corte dell'UE".
Una delle poche eccezioni nel tono era la IlManifestoche ha classificato la decisione come un "campanello d'allarme in merito al cosiddetto decreto Tajani".
In Brasile, la decisione ha acquisito notevole rilevanza.
Mentre in Italia la decisione è rimasta in gran parte circoscritta alla stampa giuridica e specializzata, in Brasile lo scenario è stato diverso.
I principali organi di informazione hanno riportato la notizia dell'Ordinanza 147 poche ore dopo la sua pubblicazione, evidenziando soprattutto la possibilità di una nuova svolta nelle norme che hanno interessato migliaia di brasiliani di origine italiana.
O G1 Giovedì 23 luglio è stato pubblicato anche il documento "Cittadinanza italiana: la Corte costituzionale italiana consulta la Corte europea sulla validità delle nuove restrizioni e apre una scappatoia per un ribaltamento". Il testo ha evidenziato proprio il cambio di posizione della Corte costituzionale italiana, che in precedenza aveva ritenuto superfluo ricorrere alla giustizia europea.
A Esame La pubblicazione ha dedicato spazio anche al caso con il titolo "Cittadinanza italiana: la Corte emette una sentenza che potrebbe avvantaggiare i brasiliani". La pubblicazione ha descritto il rinvio al Lussemburgo come "uno degli sviluppi più importanti dall'approvazione della nuova legge".
Nel Rio Grande do Sul, dove l'immigrazione italiana ha lasciato una delle più grandi comunità di discendenti del paese, GauchaZH L'articolo pubblicato ha il titolo "La Corte italiana consulta la Corte europea e riapre il dibattito sui criteri per il riconoscimento della cittadinanza".
Il giornale ha posto l'accento proprio sul cambiamento di posizione dei giudici. Secondo l'articolo, la decisione di ricorrere ora in Lussemburgo, dopo il precedente rifiuto, dimostra che "sussistono dubbi di natura giuridica, che aprono la strada a possibili revisioni".
Il portale metropoli La notizia è stata pubblicata lo stesso giorno, affermando che la consultazione con la Corte di giustizia dell'Unione europea "apre la strada a una possibile svolta" e potrebbe avvantaggiare migliaia di discendenti, soprattutto brasiliani e argentini.
Anche altre testate giornalistiche e portali regionali hanno riportato la notizia dell'incidente.






































