Cambiare la legge sulla cittadinanza italiana sarebbe un'ossessione per il partito di Salvini.
— EDITORIALE —
Una settimana da dimenticare, o da impazzire. Una serie di speculazioni sul futuro della cittadinanza italiana ha travolto i gruppi italo-brasiliani, scatenando il panico tra chi attende interminabili code al consolato o sogna ancora di rivendicare il proprio diritto.
Circolano diverse notizie o opinioni allarmanti, alcune provenienti da fonti legate al governo o ai politici dell'opposizione, come il presunto limite generazionale della cittadinanza, che se approvato, il “Decreto Salvini” deve stabilire un limite per la trasmissione della cittadinanza italiana. 'iure sanguinis' (sangue giusto) solo fino alla seconda generazione, cioè anche per i nipoti degli italiani. Oggi, allo stato attuale, non esiste un limite generazionale per richiedere la cittadinanza.
La bozza di decreto – che sarà discussa venerdì (7) e rinviata a martedì (11) – è stata scritta dai sostenitori del vicepremier Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell'Interno, con idee anti-immigrazione, che sostengono la vostra Lega Nord. (o Lega Nord), e che è stato elevato al comando del Paese attraverso il voto, cioè con una popolazione che sostiene le sue idee di estrema destra. Già questo basta per far temere un possibile cambiamento della legge. Il cambiamento in Legge sulla cittadinanza italiana, che arriva sulla scia della questione immigrazione, è un'ossessione del partito di Salvini.
Ma per essere valida, la bozza deve diventare un testo coerente. (cosa che finora non è avvenuta) da approvare dal Consiglio dei Ministri. Dopodiché il Parlamento dovrà votarlo e convertirlo in legge, e l'allora “Decreto Salvini” Ha un periodo di 60 giorni – a partire dalla data di pubblicazione – per entrare in vigore. In caso contrario il decreto perde la sua validità.
È necessario ricordare che, per essere portato avanti, il decreto per diventare legge dovrà essere sottoposto al Parlamento e al Senato, passare attraverso le commissioni – della Costituzione e della giustizia – valutarne la fattibilità costituzionale e poi attuarla. Per come è stato scritto e diffuso alla stampa, questo decreto viola la Costituzione.
Nonostante sia un desiderio della Lega, che utilizza le redazioni dei giornali in tutte le parti del Paese per parlare del tema dell'immigrazione, l'idea potrebbe guadagnare consensi e sconvolgere la vita di migliaia di discendenti, in Brasile e nel mondo. Chi sogna la cittadinanza italiana dovrebbe infatti essere cauto.
I difensori hanno anche approfittato dell’ondata di spavento per rafforzare l’idea di “ius culturae”, che vuole collegare la cittadinanza anche alla conoscenza della lingua e della cultura italiana, delle leggi e delle istituzioni italiane, come proposto dall'A Mai (Movimento Associativo Italiani all'Estero). Un’altra posizione discriminatoria e inutile.
In questo scenario di paura, con i riflettori accesi, molti esperti colgono l’occasione per marcare il proprio territorio con le loro opinioni, molte delle quali pure supposizioni.
La messe è grande, ma i mietitori sono tanti. Tutti vogliono raccogliere i frutti.





























































