Molti cognomi italiani riflettono la professione di un antenato. Ferrari lavorava il ferro, Sartori cuciva abiti, Molinari gestiva il mulino, Pegoraro pascolava le pecore. Il nome che la famiglia porta ancora oggi è nato come il modo più semplice per identificare qualcuno: in base a ciò che faceva.
Per chi crea i nomi Enzo CaffarelliDi Rivista italiana di OnomasticaQuesti nomi custodiscono un vero tesoro. "I cognomi costituiscono una sorta di museo linguistico dove sopravvivono antiche memorie". E molte di queste professioni non esistono più.
Il fabbro ha un nome diverso in ogni regione.
Ecco il dettaglio più interessante: lo stesso mestiere cambiava nome a seconda del dialetto locale. Il fabbro, ad esempio, diede origine a Ferrari in Lombardia ed Emilia, ma divenne Fàvaro e Fabris in Veneto, Ferrero e Ferraris in Piemonte, Frau in Sardegna e Forgione nell'Italia meridionale.
In altre parole, un cognome non ci dice solo cosa faceva un antenato. Può anche fornire indizi sulla regione di provenienza. Fàvaro e Ferrero, ad esempio, sono cognomi legati alla stessa professione, ma hanno origine in regioni diverse d'Italia.
Le occupazioni più comuni
In VenetoDa dove proveniva gran parte dell'immigrazione nel Brasile meridionale, troviamo Sartori e Sartor (sarto), Carraro (costruttore o conducente di carri), Masiero (mezzadro, colono), Pegoraro (pastore), Tessari (tessitore) e Zago (sacrestano, chierichetto).
In Emilia-Romagna l'elenco è ancora più lungo, con Barbieri, Molinari e Monari (mugnai), Vaccari e Cavallari (che si prendevano cura di mucche e cavalli), Fornaciari (fornaio), Muratori (scalpellino) e Calzolari (calzolaio).
Secondo Caffarelli, questo repertorio riflette l'Italia delle città-stato e rivela "una maggiore propensione da parte dei responsabili a definire l'individuo in base all'attività svolta".
Mestieri che il tempo ha cancellato.
Alcuni cognomi nascondono professioni ormai scomparse.
L'antenato degli Appicciafuochi, originario dell'Abruzzo, accendeva fuochi nelle case delle famiglie ebree nei giorni di festa, a pagamento, quando la religione proibiva agli abitanti stessi di farlo. Gli Acquaioli, invece, discendono da venditori ambulanti d'acqua.
Si tratta di professioni scomparse nel tempo, ma che sopravvivono nei cognomi.
Non tutti i Barbieri erano barbieri.
Bisogna fare attenzione. Un cognome può indicare la professione di un antenato vissuto molto tempo fa, ma ciò non significa che tale professione sia stata tramandata di generazione in generazione.
Alcuni significati sono cambiati nel tempo. Barbieri, ad esempio, si occupava di barba e capelli, ma eseguiva anche piccoli interventi chirurgici e procedure come il salasso.
Esistono ancora mestieri nascosti dietro nomi che oggi suonano diversi. Mazza, Martelli e Farina potrebbero indicare un'antica attività professionale, e non solo un oggetto o un alimento.
Come sempre in onomastica, un cognome è un buon indizio per indagare sulle origini di una famiglia, ma non deve essere considerato una certezza assoluta.
La professione che si cela dietro il nome
Ferrari, Fàvaro, Ferrero, Frau e Forgione: Cognomi legati al mestiere del fabbro in diverse regioni
Sartori e Sartor: alfaiate
Molinari e Monari: mugnaio
Pegoraro: pastore
Carraro: costruttore o conducente di carri trainati da cavalli
Muratori: muratore
Calzolari: calzolaio
Il nome indica la professione che potrebbe essere all'origine del cognome, non una professione praticata da tutta la famiglia.
(Con informazioni fornite da Treccani)






































Claudette Funghetto
18 luglio 2026 alle 12:38
Qual è l'origine dei cognomi?
Santi – Angeli – Pozzato – Funghetto
Grazie mille!
Antonio Claudio Formenti
18 luglio 2026 alle 13:04
Vorrei conoscere l'origine del cognome Formenti.
Clara Dallazen
19 luglio 2026 alle 01:59
Vorrei conoscere l'origine del cognome Dall'asen, Dallazen e delle sue varianti. Gli antenati di mio marito sono originari del Veneto (Belina).