L'ipotesi investigativa indica che il ristorante "Bisteccheria d'Italia" sulla Via Tuscolana, A RomaFungeva da centro di riciclaggio di denaro. Il luogo è collegato all'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e serviva a reinvestire il capitale accumulato illecitamente nel corso degli anni dalla mafia.
Secondo i documenti della Procura, la struttura veniva utilizzata per occultare beni e attività illecite dell'associazione, eludendo così sequestri e confische. Il caso solleva interrogativi su come le autorità preposte alla vigilanza possano non accorgersi di ciò che è evidente a tutti.
In ogni quartiere, le attività di riciclaggio di denaro sono riconoscibili e note ai residenti. Il governo viene criticato per non aver dato la priorità alle indagini sui luoghi in cui le bande criminali conducono le loro attività e nascondono i proventi del crimine.
Il editorialista Concita De Gregorio, sul quotidiano La RepubblicaSi sottolinea come questa dovrebbe essere considerata un'emergenza legale di maggiore rilevanza per la comunità. Ci si chiede se vi sia una reale intenzione di combattere questo tipo di attività criminali di stampo mafioso o se si tratti semplicemente di una tolleranza nei confronti del sistema.
Il caso Delmastro è classificato come grottesco. Secondo le indagini, sembra incredibile che il politico non fosse a conoscenza dei legami con la mafia o che credesse di avere a che fare solo con una ragazza di 18 anni proprietaria del locale.
Questo scenario è citato come solo un esempio tra milioni. L'ambiente urbano pullula di operazioni illegali di riciclaggio di denaro. Per individuarle, le autorità hanno solo bisogno della volontà di cercare.





































