Il Parlamento portoghese ha approvato, con voto finale questo venerdì (17), il testo che vieta di coprire completamente il volto negli spazi pubblici. Il provvedimento, spesso chiamato “legge sul burqa"Non è ancora entrato in vigore e ora passa al Presidente della Repubblica, António José Seguro, che potrà promulgarlo, porre il veto o richiederne il riesame alla Corte Costituzionale."
La proposta, partita da Chega, ha ricevuto i voti favorevoli di PSD, Iniziativa Liberale e CDS. A sinistra, hanno votato contro PS, Livre, Bloco de Esquerda, PCP e JPP, mentre PAN si è astenuta.
Il testo prevede sanzioni pecuniarie che vanno dai 150 ai 750 euro per negligenza e dai 400 ai 3.000 euro per dolo. L'applicazione della norma sarà di competenza dei consigli comunali.
I sostenitori del provvedimento sostengono che il divieto sia legato alla sicurezza pubblica e alla necessità di identificare gli individui, e non direttamente a questioni religiose. Il testo prevede inoltre delle eccezioni per determinate situazioni contemplate dalla legge.
La proposta, tuttavia, è oggetto di critiche da parte del mondo legale. L'Ordine degli avvocati e la Procura hanno espresso pareri contrari alla legge e sollevato dubbi sulla sua compatibilità con la normativa vigente. Costituzione portoghese.
Anche l'Italia sta discutendo di restrizioni.
In Italia, il dibattito nasce da una diversa situazione giuridica. Una legge del 1975 già limita l'uso, senza giustificato motivo, di caschi o altri mezzi in grado di ostacolare l'identificazione di una persona in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
I nuovi progetti presentati in Parlamento italiano Hanno intenzione di rendere queste restrizioni più esplicite e di inasprire le regole, anche per quanto riguarda gli indumenti che coprono completamente il viso per motivi religiosi o culturali.
Il partito Fratelli d'Italia, della premier Giorgia Meloni, ha presentato una proposta che mira a vietare l'uso di indumenti che coprano il volto nei luoghi pubblici, negli uffici, nelle scuole e nelle università.
Il testo prevede sanzioni pecuniarie che possono raggiungere i 3.000 euro e fa parte di un pacchetto di misure presentato dal partito contro il cosiddetto "separatismo islamico". L'iniziativa affronta anche questioni relative al finanziamento dei luoghi di culto.
Un altro progetto è stato presentato dalla Lega al Senato italiano nel marzo 2026. La proposta, firmata dal Vicepresidente del Senato. Gian Marco CentinaioL'obiettivo è quello di inasprire la legislazione vigente e di introdurre il reato di costrizione a nascondere il volto.
In questo caso, la pena è da uno a due anni di reclusione, oltre a una multa da 10.000 a 30.000 euro.
Nel difendere l'iniziativa, Centinaio ha affermato che "la libertà di una donna comprende anche la possibilità di mostrare serenamente il proprio volto".
I due progetti italiani sono ancora in fase di valutazione e non sono stati ancora definitivamente approvati dal Parlamento.
In Portogallo, nonostante il voto favorevole del Parlamento, il nuovo divieto non è ancora entrato in vigore. Il testo dipende ora dalla decisione del Presidente della Repubblica.






































Matheus
19 luglio 2026 alle 09:10
Eccellente! Che l'Italia e gli altri paesi europei seguano lo stesso esempio!