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Cittadinanza

Il sindaco anti-cittadino afferma di aver ricevuto minacce di morte da un brasiliano

Camillo De Pellegrin racconta di essere stato minacciato da un brasiliano dopo aver sostenuto la legge che limita la cittadinanza italiana per motivi di sangue.

Il sindaco Camillo De Pellegrin interviene al Senato durante un'audizione sulla cittadinanza italiana per discendenza | Foto: Senato TV
Il sindaco Camillo De Pellegrin interviene al Senato durante un'audizione sulla cittadinanza italiana per discendenza | Foto: Senato TV

Noto per le sue posizioni controverse e per il suo attivismo contro il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, il sindaco Camillo De Pellegrin, originario della Val di Zoldo, in Veneto, sostiene di aver ricevuto minacce di morte dal Brasile.

"Sarai un uomo morto" è stata la frase diffusa sui social media, secondo quanto riportato da un quotidiano Il Gazzettino, una sorta di portavoce informale del sindaco. In un altro commento, De Pellegrin sarebbe stato definito "fascista".

Il quotidiano ha riferito che il sindaco non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma ha confermato alle autorità locali di sentirsi minacciato.

Il gesto provocatorio ha generato un'azione legale

De Pellegrin è noto per le sue provocazioni verso gli italo-brasiliani e ama il confronto pubblico. Nel 2024, ha issato una bandiera brasiliana sulla facciata del municipio di Val di Zoldo per protestare contro quella che ha definito "l'industria della cittadinanza".

Il gesto ha scatenato l'indignazione. L'avvocato italo-americano Luis Gustavo Scarpelli dos Santos Reis ha intentato una causa, accusando il sindaco di aver insultato la bandiera nazionale brasiliana e di incitamento alla discriminazione.

Municipio di Val di Zoldo, in Veneto, dove venne issata la bandiera brasiliana durante una protesta del 2024.
Municipio di Val di Zoldo, in Veneto, dove è stata issata la bandiera brasiliana durante una protesta del 2024 | Foto: Corriere

Polemica e decreto

Il sindaco è anche identificato come uno degli artefici del Decreto Legge n. 36/2025, il cosiddetto Decreto Tajani. Questa legge ha limitato il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis (per sangue) a due generazioni. In precedenza, la Legge n. 91 del 1992 consentiva il riconoscimento senza limiti di tempo o di numero di generazioni.

Il provvedimento ebbe un forte impatto soprattutto in Brasile, dove vivono milioni di discendenti di italiani che chiedevano il riconoscimento della cittadinanza.

Comune sovraccarico

Con soli 2.700 abitanti, la Val di Zoldo è stata direttamente colpita dall'elevata domanda. Secondo l'amministrazione comunale, circa 600 pratiche sono ancora in attesa di conclusione. Il sindaco sostiene che la struttura amministrativa sia stata sopraffatta dalle richieste esterne, compromettendo i servizi locali.

Gran parte di queste richieste provengono dal Brasile, Paese che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento accolse massicce migrazioni provenienti dal Veneto.

Giudizio in vista

La Corte Costituzionale italiana analizzerà, il prossimo 24 giugno, un ricorso promosso dal giudice Marco Gattuso di Bologna. Il magistrato contesta la legittimità costituzionale del riconoscimento illimitato della cittadinanza per sangue.

La sentenza può alterare gli effetti del decreto vigente o addirittura invalidare disposizioni della normativa precedente.

Nel frattempo, De Pellegrin resta al centro di una controversia che mescola storia, politica migratoria e tensione diplomatica con la comunità italo-brasiliana.

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