Centinaia di siciliani hanno protestato questo venerdì (2) contro la scarsità d'acqua e la cattiva gestione delle risorse idriche nell'isola italiana, gravemente colpita quest'anno dalla siccità.
Proteste ad Agrigento
Nella città di Agrigento, situata sulla costa meridionale della Sicilia, i manifestanti sono scesi in piazza per attirare l'attenzione delle autorità locali. Con uno striscione che diceva “vogliamo l'acqua” e al grido di “vergogna, vergogna” e “l'acqua è un diritto di tutti, l'acqua è un diritto fondamentale”, i residenti hanno espresso la loro indignazione.
Gli organizzatori della marcia hanno sottolineato che “la popolazione è stremata dalla costante mancanza d'acqua e dalla gestione inefficace delle risorse idriche” sull'isola colpita dalla siccità.
“La situazione idrica nella città e nella provincia è diventata insopportabile, con tagli frequenti e razionamenti insostenibili”, ha affermato il gruppo in una nota.
Agrigento, città di 55 abitanti, è conosciuta soprattutto per la sua “valle dei templi”, un importante sito archeologico che ospita templi greci ben conservati, elencati come Patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Misure di emergenza
Venerdì, in una riunione d'emergenza, le autorità siciliane hanno adottato misure che dovrebbero aumentare la quantità di acqua disponibile ad Agrigento del 20% nei prossimi 10 giorni, secondo l'agenzia di stampa Ansa.
L'arcidiocesi di Agrigento venerdì ha denunciato “l'inadeguata fornitura di acqua” e ha chiesto “soluzioni di emergenza urgenti ed efficaci”.
Il governo italiano, all'inizio di maggio, ha dichiarato lo stato di emergenza per l'isola meridionale, stanziando fondi per l'acquisto di cisterne per l'acqua, la perforazione di pozzi e il rinnovo delle stazioni di pompaggio e di desalinizzazione.
Impatto sull'agricoltura
Secondo quanto previsto, quest'anno la Sicilia, un tempo granaio dell'antica Roma, vedrà il suo raccolto di grano crollare di oltre il 50%. Coldiretti, la più grande associazione di rappresentanza e sostegno dell'agricoltura italiana.
Nel frattempo, 5.800 ettari di terreno agricolo sono stati bruciati dall’inizio di luglio a causa degli incendi scoppiati in condizioni di siccità, ha riferito il gruppo, su un’isola pesantemente colpita dai cambiamenti climatici indotti dall’uomo.
Spreco d'acqua
Gli effetti della siccità sono aggravati dalla mancanza di investimenti nelle infrastrutture per evitare lo spreco idrico, spiega la Coldiretti.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), la Sicilia ha uno dei tassi di spreco di acqua potabile più alti del Paese, con il 51,6% dell’acqua persa nei circuiti di distribuzione nel 2022.







































