Siamo onesti: la comunità italo-brasiliana ha impiegato un secolo per costruire questo paese e, come ricompensa, ha ottenuto una rotonda. Nel trendy Balneário CamboriúIn quanto capitale nazionale dei moli sul mare, i discendenti della penisola ora hanno un luogo permanente in cui essere onorati, proprio lì, nel punto esatto in cui tutti gli altri cercano solo di voltarsi e andare avanti.
Non fraintendeteci. L'intenzione è nobile e la legge comunale n. 5.194/2026 è nata dalla comunità stessa, con oltre 400 firme. Questo ha un valore inestimabile. Ma c'è qualcosa di profondamente italiano nell'essere onorati a un incrocio stradale: è un monumento alla circolazione, al movimento, al "passare sempre di qui" di chi è arrivato via nave e non si è mai fermato.
La scelta del 2 giugno, anniversario del referendum del 1946Quella era la parte veramente elegante. I nostri antenati barattarono il re con una repubblica con voto, e ora i loro pronipoti barattano l'anonimato urbano con una targa con il nome. C'è una simmetria democratica quasi poetica in tutto questo, se non ci si pensa troppo.
Ecco una sfida amichevole per le future amministrazioni di tutto il Brasile: nonna L'uomo che confezionava i capezzoli per tutto il quartiere, il muratore che costruì metà della città, l'immigrato che aprì la prima cantina: tutti loro meritano più di essere semplici coordinate GPS. Un centro culturale, forse. Un grande viale. Un museo dell'immigrazione. Un posto dove, insomma, si possa parcheggiare la macchina.
Per ora, brindiamo a... Rotatoria della Repubblica ItalianaPossa essere sempre ben segnalata, priva di buche e, soprattutto, che nessuno la usi come pretesto per pensare che il debito nei confronti della comunità sia finalmente saldato. Saluti.






































