La Corte Suprema Federale (STF) ha consolidato questo venerdì (22/11) la maggioranza dei voti a favore del mantenimento della detenzione dell'ex giocatore Robson de Souza, detto Robinho, e dell'approvazione della sentenza del Tribunale italiano che lo ha condannato a nove anni carcere per stupro di gruppo. La decisione segna un capitolo decisivo nel caso, che coinvolge dibattiti legali sul trasferimento dell'esecuzione di una pena straniera in Brasile e sull'interpretazione della legge sull'immigrazione.
Ha prevalso il voto del relatore, ministro Luiz Fux, seguito dai ministri Edson Fachin, Luís Roberto Barroso, Cristiano Zanin, Cármen Lúcia e Alexandre de Moraes. La divergenza è stata aperta dal ministro Gilmar Mendes, che si è espresso contro il trasferimento della condanna e l'esecuzione immediata della pena.
Il caso Robinho: una condanna internazionale
Robinho è stato condannato dai tribunali italiani nel 2013 per un caso di stupro di gruppo avvenuto a Milano Nel marzo 2024, la Corte Superiore di Giustizia (STJ) ha approvato la sentenza italiana, consentendone l'esecuzione in Brasile. L'ex giocatore è stato arrestato poco dopo l'approvazione, ma la sua difesa ha fatto ricorso alla STF mettendo in dubbio la giurisdizione della STJ e la retroattività della Legge sull'Immigrazione, utilizzata per giustificare il trasferimento della pena.







































