I tribunali di Roma e Milano hanno ripreso i processi per la cittadinanza italiana attraverso il sistema giudiziario, dopo mesi di paralisi. Questa iniziativa rappresenta un progresso per migliaia di discendenti di italiani, in particolare brasiliani, che attendono una decisione in questi tribunali.
La sospensione è avvenuta in attesa della posizione della Corte Costituzionale sulla legittimità della cittadinanza iure sanguinis (per diritto di sangue)La questione è stata sollevata dai tribunali di Roma, Milano, Bologna e Firenze.
La Corte Costituzionale ha pubblicato, il 31 luglio, sentenza n. 142/2025, riconoscendo come legittima la cittadinanza trasmessa per filiazione, anche in assenza di vincoli territoriali con l'Italia. La sentenza ha respinto l'eccezione di incostituzionalità, che metteva in dubbio la violazione, da parte del modello vigente, di principi quali la sovranità popolare (art. 1) e la ragionevolezza delle norme (art. 3).
Roma vuole azzerare le azioni del 2022
Con la sentenza, i tribunali hanno riorganizzato i loro calendari. A Roma, il giudice Luciana Sangiovanni, presidente della sezione immigrazione, ha stabilito che tutti i casi avviati nel 2022 dovranno essere discussi entro la fine del 2025. Il tribunale ha adottato misure interne per accelerare il processo ed evitare nuovi arretrati.
Anche a Milano il tribunale ha ripreso a tenere le udienze, dando priorità ai casi più vecchi.
Altri tribunali hanno già applicato misure simili
Brescia, Ancona, Salerno, Napoli e Venezia hanno iniziato ad adottare prassi per accelerare i processi la scorsa settimana.
Una di queste è l'applicazione dell'articolo 127 del Codice di Procedura Civile, che consente ai giudici di analizzare i casi esclusivamente sulla base della documentazione presentata. Quando non sono richieste ulteriori prove, l'udienza si considera conclusa e il caso procede direttamente alla sentenza.
Queste modifiche fanno parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), un'iniziativa del governo italiano volta a modernizzare il sistema giudiziario e ridurre i limiti temporali.
La maggior parte delle cause legali vengono presentate da discendenti di italiani che scelgono di ricorrere alle vie legali come alternativa alle lunghe file ai consolati.





































