Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha promesso di convincere il resto del governo a sostenere un disegno di legge che cambierebbe le regole per il riconoscimento della cittadinanza nel Paese.
L'iniziativa del partito conservatore Forza Italia (FI), presieduto da Tajani, limiterebbe la cittadinanza per diritto di sangue ("jus sanguinis") ai discendenti italiani i cui genitori, nonni e bisnonni siano nati fuori dal Paese europeo, senza però incidere sui processi in corso.
Prevede invece il riconoscimento della cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, ma solo dopo il compimento del 16° anno di età e previa dimostrazione di almeno 10 anni di studi compiuti nel Paese. Questo sistema venne chiamato dal Vice Primo Ministro “jus italiae” (“diritto italiano”).
«Sono favorevole a limitare seriamente la concessione della cittadinanza 'jus sanguinis', perché sono tante le persone che, avendo un antenato italiano, chiedono di diventare cittadini italiani, o meglio, chiedono di avere un passaporto italiano», ha detto Tajani in un'intervista alla televisione La7.
“Credo che la cittadinanza sia una cosa seria, sia per chi ha origini italiane sia per chi non le ha. Quindi dobbiamo lavorare seriamente e convinceremo anche il governo a limitare questa questione", ha sottolineato.
Attualmente non esiste un limite generazionale per lo “ius sanguinis”, mentre i figli degli immigrati nati in Italia possono ottenere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni. Tuttavia, il premier Giorgia Meloni ha già fatto presente che il progetto FI non rientra tra le priorità del governo. (ANSA)









































