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Cittadinanza

Il ritardo nella cittadinanza per i trentini è colpa del Covid-19, dice il governo italiano

Il motivo del ritardo, secondo la nota inviata dal ministero, sarebbe l'epidemia di Covid 19.

cittadinanza per i trentini
Il ritardo nella cittadinanza per i trentini è colpa del Covid, dice governo italiano | Illustrazione: Depositphotos

La pandemia di Covid-19 è responsabile di ritardi nei processi In merito al riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti dei trentini, almeno secondo quanto affermato dal Sottosegretario al Ministero dell'Interno italiano, Wanda Ferro.

Rispondendo al deputato Fabio Porta, ha sostenuto che "la lavorazione dei processi, a causa dell'epidemia di Covid-19, è stata ritardata" tra il 2020 e il 2021.

I richiedenti aspettano da quasi 20 anni la conclusione dei processi.

“La nostra preoccupazione per il ritardo nella conclusione delle domande di riconoscimento della cittadinanza italiana, presentate dai discendenti di cittadini trentini in base alla legge n. 379 del 14 dicembre 2000, è confermata dalla risposta del Sottosegretario al Ministero dell’Interno”, ha affermato Porta in una nota inviata a Italianismo.

Secondo il governo italiano, 40.137 processi di riconoscimento di Cittadinanza italiana presentato da discendenti dei trentini sono stati finalizzati.

Altre 400 pratiche sono in fase di analisi e circa 1.800 sono ancora in fila. Ma il numero è molto più alto.

I conti del Ministero non includono le richieste avanzate dai consolati e che non sono ancora state registrate nel sistema. Il rappresentante del governo italiano non ha fornito il numero esatto, ma ha assicurato che i termini per l'esame delle domande vengono costantemente “migliorati”.

“Non possiamo fare altro che aspettare, a vent'anni dall'entrata in vigore di una legge dello Stato, che i miglioramenti annunciati dal governo si traducano in fatti concreti, rispondendo alle giuste aspettative dei cittadini”, ha concluso Porta.

Attualmente i discendenti degli immigrati trentini non hanno diritto alla cittadinanza italiana

La legge n. 379/2000 del 14 dicembre 2000, entrata in vigore nel novembre 2002, ha riconosciuto, da tale data, il diritto alla cittadinanza italiana ai discendenti dei trentini. Grande Impero Austro-Ungarico, che dominava parte dell'Italia settentrionale. La legge era in vigore fino al 19 dicembre 2005 ed è stata prorogata fino al 19 dicembre 2010.

Da allora i discendenti degli immigrati trentini non hanno più diritto al riconoscimento della cittadinanza italiana.

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