La proposta di bilancio (Manovra di Bilancio 2025), firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevede questo mercoledì (23/10) una nuova responsabilità per 600 euro a richiedente nei procedimenti giudiziari relativi alla cittadinanza italiana.
La proposta, che sarà ancora discussa in Parlamento, potrebbe aumentare notevolmente il costo delle domande di cittadinanza italiana se approvata senza modifiche.
Aumento delle tasse nei processi di cittadinanza
Come previsto dall'art 106 Secondo la proposta di legge di bilancio, ogni ricorrente in un procedimento contenzioso che coinvolga la cittadinanza italiana dovrà pagare una tassa di euro 600 dal 2025.
Il valore si applica a ciascuna persona coinvolta nel processo. Attualmente, il costo totale di un procedimento legale di questa natura è euro 545 — valore relativo a contributo unitario, pagato indipendentemente dal numero dei richiedenti, cioè per azione.
Il decreto del presidente Mattarello È chiaramente stabilito dall'articolo 106: "Per le controversie relative al riconoscimento della cittadinanza italiana, il contributo dovuto è di 600 euro. Il contributo è dovuto da ciascuna parte ricorrente, anche se la domanda è presentata congiuntamente nello stesso procedimento".

Questa sezione rafforza il fatto che la nuova tariffa verrà applicata individualmente a ciascun richiedente, anche se la richiesta viene presentata congiuntamente nello stesso processo.
L'aggiunta di questa tassa per richiedente, aggiunta al contributo unitario, possono moltiplicare i costi per le famiglie che desiderano intraprendere un'azione legale.
Ad esempio, nei casi di famiglie composte da 10 membri, l'importo totale da pagare con le sole spese di giustizia può raggiungere 6 mila euro (Più di R$36mila), oltre alle spese legali e ad altri costi relativi alla documentazione.
Impatto sulle famiglie e accesso alla giustizia
Se approvata, la misura potrebbe scoraggiare molte famiglie dal chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana tramite i tribunali. Attualmente, i gruppi familiari, inclusi fratelli, figli e cugini, possono presentare un'unica domanda congiunta. Tuttavia, con la nuova tariffa per richiedente, queste procedure diventerebbero significativamente più costose.
Questa proposta riflette una tendenza osservata negli ultimi anni all’aumento delle tasse consolari e comunali italiane, che molti interpretano come un modo per ostacolare l’accesso alla cittadinanza e creare barriere economiche per coloro che desiderano esercitare il proprio diritto al riconoscimento.
Prossimi passi in Parlamento
Nonostante il decreto sia stato firmato dal presidente Mattarella, la proposta di legge sarà ancora oggetto di discussione al Parlamento italiano, dove potranno essere suggerite modifiche.
Si prevede che le discussioni inizieranno il 28 ottobre ed entro il 10 novembre verranno presentate le eventuali modifiche.
Tuttavia, si teme che il testo originale venga mantenuto, poiché vi sono forti indicazioni che il governo intenda portare avanti queste nuove misure di austerità.
La discussione ora si sposta sul tentativo di ridurre il valore della tariffa proposta.
Organizzazioni e gruppi legali stanno già pianificando di spingere affinché la tassa venga ridotta a un importo più accessibile, ma il risultato dipenderà dai negoziati parlamentari nelle prossime settimane.
Se la proposta verrà approvata senza modifiche, l’aumento dei costi dei processi di cittadinanza italiana sarà una realtà dal 2025 in poi, colpendo direttamente migliaia di discendenti italiani che chiedono il riconoscimento giudiziario.
Leggi integralmente il decreto









































