Consiglieri del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE), eletto in Germania, ha lanciato questa settimana una campagna sui social media contro il nuovo Legge 74 / 2025La normativa modifica le norme relative alla trasmissione della cittadinanza italiana. iure sanguinis, cioè per discendenza.
L'iniziativa è rivolta al Ministro degli Esteri Antonio Tajani e al Parlamento italiano. I consulenti avvertono che il testo di legge impone severe restrizioni e potrebbe danneggiare milioni di discendenti di italiani residenti all'estero.
La nuova norma stabilisce che la cittadinanza italiana per discendenza si trasmetterà automaticamente solo se il padre, la madre, il nonno o il tutore legale possiedono solo la cittadinanza italiana. In pratica, ciò impedisce alle persone con doppia cittadinanza di trasmettere la cittadinanza italiana ai propri figli e nipoti.

Secondo Tommaso Conte, Gianluca Errico, Silvestro Gurrieri, Marilena Rossi, Giuseppe Scigliano e Giulio Tallarico, firmatari della nota congiunta, il testo rappresenta una "grave distorsione del principio della doppia cittadinanza". Sottolineano che Paesi come Italia, Francia e Germania riconoscono e incoraggiano la doppia cittadinanza da oltre 30 anni.
"Il nuovo modello giuridico mina questa libertà e danneggia l'integrazione delle famiglie con profonde radici italiane, soprattutto in Europa", si legge nella dichiarazione. "La cittadinanza è un legame tra identità, cultura e partecipazione democratica. Indebolire questo diritto potrebbe avere profondi impatti sociali e simbolici".
La campagna sui social media utilizza l'hashtag #cittadinanzaansia, in riferimento all'ansia generata dai cambiamenti. I consiglieri chiedono al governo di riconsiderare il testo della legge "per non penalizzare i cittadini che mantengono un legame reale con l'Italia".






































