Secondo le informazioni provenienti da fonti consolari, si prevede che il Consolato generale d'Italia a San Paolo inizierà a rilasciare la Carta d'identità elettronica (CIE) solo nella seconda metà del 2025.
Il progetto, lanciato nel 2019 dal Governo italiano, ha l’obiettivo di fornire un documento d’identità sicuro e moderno per gli italiani che vivono all’estero, facilitando i rapporti con la Pubblica Amministrazione italiana.
Tuttavia, l’attuazione è stata ritardata a causa di problemi tecnici e della mancanza di infrastrutture.
Progressi e sfide nel progetto CIE
Il processo di rilascio della Carta d'Identità Elettronica per gli italiani residenti all'estero ha iniziato ad essere attuato attraverso un decreto firmato nel 2015 e proseguito nel 2019, durante la somministrazione di Matteo Salvini, allora ministro dell'Interno italiano.
A quel tempo, il CIE Inizialmente è stato esteso ad alcuni paesi dell'Unione Europea e poi all'America Latina, ma il progetto ha incontrato difficoltà a svilupparsi pienamente.

Da quando Antonio Tajani è diventato ministro degli Esteri italiano, il progetto sembra aver perso priorità. Secondo fonti consultate da Italianismo, ordini provenienti direttamente dall'ufficio del ministro hanno intimato ai consolati di non dare priorità al rilascio della Cie né all'erogazione dei servizi legati al documento.
Ciò ha comportato ritardi e un basso tasso di emissioni, anche nei paesi in cui la fase di sperimentazione era già iniziata, come l’Argentina e, successivamente, il Brasile.
Mancanza di infrastrutture e continui ritardi
La mancanza di infrastrutture e limitazioni tecniche, presumibilmente intenzionali, sono citate come principali ragioni dei ritardi nel rilascio della CIE nei consolati italiani fuori Europa.
nonostante il Ambasciata Italiana a Brasilia e il consolato italiano a Belo Horizonte hanno avviato il servizio, molti utenti hanno difficoltà a programmare il rilascio della CIE, il che dimostra la mancanza di supporto e organizzazione del processo.
Tajani e la sua posizione sulla cittadinanza
Il responsabile degli uffici consolari italiani nel mondo, Antonio Tajani – che sarà in Brasile a ottobre per una serie di incontri d'affari e accordi bilaterali – ha recentemente espresso un parere controverso quando ha affermato che solo gli italo-brasiliani "Vogliono il passaporto solo per viaggiare all'estero.".
Tajani è inoltre un sostenitore delle modifiche alle norme sulla cittadinanza italiana, con l'obiettivo di rendere più rigoroso il processo di riconoscimento per i discendenti degli italiani.Essere italiani non è legato a sette generazioni"Lo ha detto di recente il ministro, riferendosi alle migliaia di italo-brasiliani che chiedono la cittadinanza italiana.







































