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Il nuovo codice della strada italiano propone l'obbligo di assicurazione italiana per le targhe straniere.

La bozza del codice della strada prevede l'obbligo di assicurazione con una compagnia italiana; le associazioni possono esprimere il proprio parere entro il 13 settembre.

Il nuovo codice della strada italiano propone l'obbligo di assicurazione italiana per le targhe straniere.
Il nuovo codice della strada in Italia propone l'obbligo di assicurazione italiana per le targhe straniere. Foto: riproduzione / Il Sole 24 Ore.
AGGIORNAMENTO · 22/08/2026 alle 14:22
Il Ministero dei Trasporti ha respinto l'obbligo di possedere un indirizzo digitale con PEC (Proposta di Emendamento Costituzionale) per il rilascio e il rinnovo delle patenti di guida, l'immatricolazione dei veicoli o la revisione degli stessi. Secondo Matteo Salvini, la proposta non sarà inserita nel nuovo Codice della Strada. Era uno dei punti del testo base, oggetto di consultazione da parte di oltre 100 soggetti del settore nel mese di agosto. (Secondo il quotidiano Il Messaggero, vedi originale.)

I veicoli con targa straniera che circolano in Italia potrebbero essere obbligati ad acquistare un'assicurazione da una compagnia italiana o da una compagnia autorizzata a operare nel Paese. Questa norma è inclusa nella bozza del nuovo codice della strada, sulla quale le associazioni di categoria stanno ancora lavorando e sulle quali si prevede che le parti esprimano il proprio parere entro il 13 settembre, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore.

L'obiettivo è il cosiddetto fenomeno della "piastra polacca", tecnicamente definito come stereovestizioneQuesta pratica consiste nel mantenere il veicolo immatricolato all'estero per ridurre il costo dell'assicurazione obbligatoria ed evitare sanzioni per infrazioni al codice della strada. Il fenomeno è diffuso, soprattutto in Campania, regione in cui l'assicurazione di responsabilità civile è costosa a causa dell'elevato numero di incidenti.

La circolazione di veicoli stranieri in Italia è stata regolamentata per la prima volta dal Decreto Sicurezza del 2018, che vietava, con alcune eccezioni, l'uso di auto immatricolate all'estero da parte di residenti nel Paese. Successivamente, l'articolo 93-bis del Codice della Strada ha vietato l'uso di tali veicoli a chi risiede in Italia per più di tre mesi e ha introdotto l'obbligo di immatricolazione per i veicoli appartenenti a residenti stranieri che circolano nel Paese per più di 30 giorni all'anno, anche non consecutivi.

Leggi anche: In Italia, i turisti pagano fino a 2.500 euro per multe strane in destinazioni famose

Leggi l'articolo originale in italiano sul giornale. Il Sole 24 Ore.

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