Il Presidente ha consegnato attestati d'onore ai giovani che si sono distinti per “azioni coraggiose” ed “esempi di cittadinanza”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Matarella ha consegnato questo mercoledì mattina (22) gli attestati d’onore”Alfieri della Repubblica” a 25 giovani che si sono distinti “per la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali”.
“Si tratta di giovani che rappresentano modelli positivi di cittadinanza e sono un esempio per tanti bambini nel nostro Paese”, ha affermato il capo dello Stato.
Sono state distribuite tre targhe collettive: “Costruttori di comunità”, “Giovani meritevoli” ed “Esempi positivi di cittadinanza”, per azioni “sempre ispirate a valori di altruismo e senso di responsabilità rispetto al bene comune”.
Tra i giovani premiati c'era la ragazza Mavì Borrelli, 9 anni. Residente a Crevalcore (Bologna), è stata ricordata “per la solidarietà dimostrata verso i bambini e le persone malate di cancro, rinunciando ai suoi lunghi capelli per realizzare parrucche e donandoli a persone calve a scopo terapeutico”.
Alice Andreanelli, 18 anni, residente a Venezia, ha vinto l'attestato “per il suo impegno volontario – insieme a tanti altri giovani – nelle operazioni di salvataggio a Venezia durante l'emergenza causata dall'alta marea lo scorso novembre”.
Matarella, nel suo intervento, ha auspicato la realizzazione di “un patto consapevole tra generazioni”, con l'obiettivo di “far crescere l'Italia e confermarla come il meraviglioso Paese che ci è stato donato”.
“Nessuna società può preparare il proprio futuro se i giovani incontrano ostacoli nel loro percorso di crescita, oppure se la struttura sociale li emargina, non crea opportunità e occasioni di assunzione di responsabilità, mettendoli talvolta di fronte a scelte di migrazione forzata per garantirsi un futuro” , ha detto il presidente.
Secondo Mattarella ciò sarebbe possibile «evitando contrasti artificiosi tra giovani e anziani e mettendo in competizione le generazioni nella distribuzione delle risorse pubbliche».
Per il presidente della Repubblica la distribuzione degli investimenti pubblici è infatti “un terreno insidioso che mette in discussione la stessa coesione sociale”.
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