Le vaccinazioni dovrebbero iniziare a gennaio. Le prime unità saranno destinate agli ospedali e alle case di cura
L’Italia utilizzerà su larga scala tra la sua popolazione un sistema “drive-thru” per il vaccino contro il coronavirus Sars-CoV-2. La malattia ha già contagiato quasi 1,3 milioni di persone e provocato 47,2 morti nel Paese.
Il provvedimento fa parte di un piano vaccinale inviato dal coordinatore delle azioni del governo contro la pandemia, Domenico Arcuri, a governatori e ministri della Salute (Roberto Speranza) e delle Relazioni regionali (Francesco Boccia).
L'immunizzazione contro Sars-CoV-2 in Italia dovrebbe iniziare a gennaio, con l'arrivo di 3,4 milioni di dosi del candidato sviluppato dall'azienda tedesca Biontech e dalla multinazionale americana Pfizer, che serviranno a proteggere 1,7 milioni di persone (sono necessarie due dosi per garantire l’immunità).
Queste prime unità, secondo Arcuri, saranno riservate agli ospedali e alle case di cura. “È prioritario tutelare quei luoghi che hanno rappresentato il principale canale di contagio e diffusione del virus durante la pandemia.
In questa prima fase è possibile prevedere la somministrazione del vaccino direttamente nelle strutture ospedaliere e nelle case di riposo”, si legge nel documento.
Per applicare il vaccino, gli ospedali dovranno dimostrare la capacità di immunizzare almeno 2 persone ogni 15 giorni e disporre di frigoriferi che raggiungano i meno 75ºC, poiché i medicinali Biontech/Pfizer devono essere conservati a meno 70ºC.
La distribuzione verrà effettuata tramite le buste di stoccaggio del fornitore, nelle quali le dosi potranno rimanere fino a 15 giorni.
Campagna su larga scala
In futuro altri vaccini saranno rivolti a “tutte le categorie di cittadini”, con “diverse modalità di somministrazione e attraverso una campagna su larga scala”. Quindi, il documento cita il “drive-thru” come esempio.
Questo sistema è tipico delle grandi catene di fast food e permette al cliente di fare un acquisto senza scendere dall’auto, ma è stato ampiamente utilizzato per i test contro il nuovo coronavirus in Italia. L'idea di Arcuri è replicare questo modello nella vaccinazione.
Il Paese avrà accesso ai vaccini contro Sars-CoV-2 attraverso l’Unione Europea, che ha già firmato contratti per cinque candidati: Oxford/AstraZeneca, Sanofi-GSK, Janssen, Biontech/Pfizer e CureVac.
Sono in corso trattative anche con Moderna. Questi accordi garantiscono già almeno 1,2 miliardi di dosi per l’Ue, ma con la possibilità di arrivare fino a 1,9 miliardi. (ANSA).
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