L'Italia sta vivendo una giornata caratterizzata da disagi a causa dello sciopero generale indetto da CGIL e UIL, i due principali sindacati italiani.
Protestano contro la politica economica e fiscale del governo di Mario Draghi, pochi giorni prima che il parlamento approvi una legge di bilancio cruciale.
In base alle misure annunciate dal governo, i lavoratori che guadagnano tra i 15.000 e i 55.000 euro all’anno vedranno ridotta la loro aliquota fiscale. Vengono proposti incentivi fiscali per le persone a basso reddito.
I sindacati affermano che i maggiori benefici andranno comunque alle persone che rientrano nelle fasce fiscali più elevate e che il governo non ha dedicato sufficiente attenzione a coloro che sono stati maggiormente colpiti dalle ricadute economiche della pandemia di Covid-19.
Questo giovedì (16), lo sciopero colpisce i lavoratori pubblici e privati, dai servizi ai trasporto. Gli utenti di treni, aeroporti, autobus e metropolitane risentono dell’impatto della chiusura.
Il settore del trasporto merci su strada ha proclamato, per ora, uno sciopero di 48 ore.
La protesta si svolge anche nelle piazze. Accompagnate dallo slogan “Insieme per la giustizia”, ci sono manifestazioni nelle principali città del Paese.

Le porte del porto di Genova – uno dei più importanti del Paese – sono stati bloccati dai manifestanti.
Secondo i sindacati non esiste alcun riconoscimento del lavoro dei lavoratori portuali e ciò comporta un sovraccarico di lavoro.
“In un momento delicato come questo, segnato dalla pandemia in cui i lavoratori portuali hanno sempre dimostrato attaccamento al proprio lavoro, trasportando merci su tutto il territorio nazionale, la condotta del governo è insoddisfacente e crea problemi. Non c'è alcun riconoscimento del lavoro degli portuali, ma, al contrario, essi compiono una manovra che ruba ai poveri e dona ai ricchi”, ha detto Duilio Falvo, segretario della Uiltrasporti, il Sindacato Italiano Lavoratori.







































