Lo dimostra un nuovo studio di Eurostat, l’ufficio statistico europeo La popolazione italiana è la più anziana d’Europa, con un'età media di 47,6 anni nel 2021. Seguono Germania (45,9 anni) e Portogallo (45,8 anni).
In media, i Paesi del continente hanno una popolazione con un’età media di 44,1 anni, in aumento di 0,2 rispetto al 2020. La più “giovane” è Cipro, con 38 anni, seguita da Irlanda (38,5 anni) e Lussemburgo (39,6 anni).
Sempre secondo lo studio, tutte le nazioni hanno registrato un aumento nel periodo, mostrando l’invecchiamento della popolazione locale, con un’età media che è aumentata di 2,5 anni nel periodo compreso tra il 2011 e il 2021.
In Italia l'incremento nello stesso periodo è stato di quasi quattro anni. L’incremento maggiore si è però registrato in Albania, dove l’età media negli ultimi 10 anni è passata da 32,6 a 37,6 anni.
Spagna, Portogallo, Anche Grecia, Irlanda e Slovacchia hanno registrato aumenti superiori a quattro anni.
Un altro dato sottolineato dal Eurostat è il fatto che in Europa ci sono poco più di tre persone (32,5%) in età lavorativa per ogni anziano sopra i 65 anni. Lussemburgo (21%) e Irlanda (22,6%) sono i migliori nella classifica nel rapporto tra persone in età lavorativa e pensionati. Italia (37%), Finlandia (36,8%) e Grecia (35,6%) hanno i numeri peggiori.
“L’invecchiamento della popolazione è una tendenza a lungo termine iniziata diversi anni fa in Europa. Questa tendenza è visibile nelle trasformazioni della struttura per età delle popolazioni e si riflette in una percentuale crescente di anziani e in una diminuzione della percentuale di persone in età lavorativa sul totale della popolazione”, si legge nel documento.
Il testo sottolinea che la percentuale più alta di anziani in tutte le nazioni si spiega “con una maggiore longevità”, ma anche con “bassi livelli di fertilità per molti anni”.
Nello specifico sui 27 Stati membri della Unione Europea, Eurostat prevede un “aumento della popolazione fino a un picco di 449,3 milioni di persone intorno al 2026 per poi diminuire gradualmente fino a 416,1 milioni entro il 2100”. (ANSA)







































