Uno store situato in Italia per il brand francese Dior è stata posta sotto amministrazione giudiziaria per aver esternalizzato la sua produzione di lusso a società cinesi che sfruttavano i suoi lavoratori.
Secondo la decisione del Tribunale di Milano, lo stabilimento Dior, che appartiene al più grande gruppo del lusso al mondo, rimarrà in queste condizioni per almeno un anno.
I giudici italiani hanno dichiarato che Dior non aveva applicato “misure adeguate per verificare le reali condizioni di lavoro o la capacità tecnica delle aziende appaltatrici”.
Gli investigatori hanno identificato 32 dipendenti, nove dei quali stranieri, che lavoravano per salari inferiori al limite e in “ambienti abusivi e malsani”. I macchinari inoltre non erano dotati di dispositivi di sicurezza che impedissero alle persone di entrare in contatto con agenti chimici.
Secondo gli agenti, la produzione di una borsa Dior, ad esempio, è costata circa 56 euro (321 R$), ma è stata rivenduta in negozio per 2,6 euro (14,9 R$). Le aziende asiatiche che operavano in modo irregolare sono state multate e le loro attività sono state sospese.
In Italia, Dior è diventata la terza azienda di moda ad essere presa di mira dal tribunale milanese per simili questioni lavorative. (ANSA)







































