Il governo federale ha deciso di andare oltre la metafora. Il Ministero del Lavoro e dell'Occupazione ha autorizzato Jackson Ázara, consigliere del Senac-DF, a recarsi in Italia per una missione tecnica. L'obiettivo? Imparare a fare la pizza napoletana.
La missione si svolgerà dal 26 ottobre al 2 novembre a Napoli. Secondo quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione, l'obiettivo è "formare i dipendenti pubblici in materia di sicurezza alimentare e lotta allo spreco alimentare". Proprio così: combattere lo spreco... con mozzarella di bufala e farina italiana.
L'autorizzazione è stata firmata dal segretario esecutivo del dipartimento, Francisco Macena. I costi saranno coperti da fondi pubblici, naturalmente. Dopotutto, l'attuazione delle politiche pubbliche richiede investimenti. E molti.

Missione tecnica con salsa e lievito
L'esperienza sarà promossa da Associazione Verace Pizza Napoletana, un'organizzazione internazionale dedicata alla tutela dell'autentica pizza napoletana. Il programma include lezioni pratiche, un forno a legna e, forse, spunti strategici su come ridurre gli sprechi, e magari qualche fetta.
Il Ministero insiste sul fatto che non si tratta di turismo gastronomico, ma piuttosto di formazione per sviluppare politiche volte a ridurre gli sprechi alimentari in Brasile. L'attenzione sarebbe meno sulla pizza in sé e più sull'impatto sociale della salsa ben distribuita.
Dal forno alla Gazzetta Ufficiale
La reazione del pubblico sui social media è stata immediata. Molti brasiliani si chiedono se il prossimo passo sarà quello di inviare dipendenti pubblici in Portogallo, alla ricerca di politiche pubbliche basate sui pastéis de Belém. O forse in Germania, con l'obiettivo di studiare la salsiccia come motore di inclusione sociale.
Altri suggeriscono che il nome della missione dovrebbe essere “Piano nazionale per combattere lo spreco di lievito madre”.
Nel frattempo, Ázara si prepara a sbarcare sul suolo napoletano, con il quaderno in mano e il grembiule calato sul petto. Al suo ritorno, il Brasile si aspetta: meno fame, meno perdite... e, come minimo, una pizza decente.























































