A cinquanta giorni dallo scoppio della pandemia di Covid 19 in Italia, i dati parlano chiaro: un vero e proprio tsunami epidemico ha colpito Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.
Ma perché solo il Nord e non il Centro-Sud? Perché Milano e Bergamo e non Roma e Napoli?
A porre le domande enigmatiche è stato il quotidiano La Repubblica, che ha consultato esperti sull'argomento.
L’epidemia di Covid 19 ha viaggiato davvero a due velocità attraverso il Paese, riconosce il quotidiano.
L'ipotesi più intrigante, però, viene dall'epidemiologo Massimo Cicozzi, del Università di Roma. Potrebbe essere più caldo al Sud? Non lo esclude.
«Potrebbe darsi, ma è solo un'ipotesi, sia chiaro, che il virus che circolava da settimane al Nord (ed è stato trasportato al Sud) fosse già un po' meno potente di quando è arrivato in Lombardia. Le sue mutazioni per adattarsi agli esseri umani potrebbero avergli causato la perdita della carica virale. Teoricamente questo è possibile. Il virus cambia per adattarsi all’uomo e, così facendo, può ridurre la propria potenza”, spiega.
Ci si aspettava, ad esempio, che le migliaia di persone partite da Milano in direzione sud, principalmente per sfuggire al confinamento, avrebbero diffuso il coronavirus in modo tale che la malattia avrebbe mietuto ancora più vittime nelle zone meno ricche della penisola.
Finora non è stato così. Mentre la Lombardia, dove si trova Milano, ha 60,3 casi, il Lazio, dove si trova Roma, ne ha 4,9. Anche il tasso di mortalità varia. Al Nord supera il 14%; al Centro è dell'8,1%; e al Sud è del 7,8%.
Roberto Cauda, del Policlinico Gemelli, sempre di Roma, ritiene che Roma si sia preparata meglio di Milano, anche perché aveva più tempo. “Ma può darsi che la stragrande maggioranza dei contagiati che certamente hanno viaggiato tra Milano e Roma fossero asintomatici e, quindi, potenzialmente un po’ meno contagiosi. La questione della minore contagiosità tra gli asintomatici non è stata accertata per il Covid-19, ma non è nemmeno esclusa”, afferma.
Interrogato su queste ipotesi, il microbiologo Antonio Cassone, direttore dell’Instituto Superior de Saúde, ha dichiarato: “Sempre teoricamente, tutto ciò è plausibile. Quando muta, il virus “sbaglia” adattandosi e non sa “correggersi”. Per quanto riguarda il Covid 19, nessuno ha ancora dimostrato che le mutazioni possano averlo “indebolito”. Ma questa possibilità può essere esclusa”.
A reporter è firmato da Massimo Razzi.







































