Il calo medio accumulato è legato alla riduzione della domanda; lo sconto ha raggiunto il consumatore italiano
I prezzi del carburante in Italia sono crollati dall’inizio della pandemia del nuovo coronavirus.
In media, il prezzo della benzina è sceso del 13,4% per i consumatori nelle stazioni di servizio in tutto il Paese. All'inizio di febbraio un litro di benzina costava 1,57 euro, ora costa 1,36 euro.
Ma si può trovare fino a 1,04 euro, a seconda della regione, come nel caso di Papozze, in provincia di Rovigo. Prima della pandemia, un litro di benzina in città veniva venduto a 1,52 euro, con un calo del 31,5%; e il più alto è ad Arzachena, comune italiano della regione Sardegna, 1,76 euro.

I dati vengono raccolti da Prezzi globali della benzina, un sito web che tiene traccia dei prezzi del carburante in 250 città in 150 paesi, incluso il Brasile, e almeno PrezziBenzina, che monitora i prezzi in Italia.
Secondo i siti, il diesel ha registrato un calo medio del 23%. A Como, ad esempio, il gasolio costa in media 1,28 euro. Ma si trova a 1 euro a Livigno, comune della Lombardia. Milano ha il prezzo più alto, secondo PrezziBenzina. Al distributore di benzina di via Caracciolo il litro costava 1,69 euro, questo giovedì (14).
Anche il GPL – Gas di Petrolio Liquefatto – ha avuto un calo significativo, pari al 10,9%, passando da 0,64 euro a 0,57 euro.
Ma si trova a 0,52 euro a Milano (prezzo più basso), e a 0,79 euro a Castronovo di Sicilia, in provincia di Palermo.
Anche se il calo dei prezzi sembra vantaggioso, dal monitoraggio effettuato dal Codacons, l'organismo italiano di tutela dei consumatori, emerge che da gennaio ad aprile 2020 i prezzi internazionali del petrolio sono diminuiti del 74%.
In Italia il peso delle tasse arriva al 70% su ogni litro di carburante.







































