La Corte di Cassazione di Roma, la più alta corte d'Italia, ha respinto il ricorso presentato dall'attaccante Robinho e dal suo amico Ricardo Falco e ha confermato le loro condanne a nove anni di carcere per violenza sessuale di gruppo commessa ai danni di una donna albanese in una discoteca di Milano nel 2013.
La sentenza è definitiva, non c'è ulteriore appello, e l'esecuzione della pena è immediata. Con la condanna la giustizia italiana potrà chiedere l'estradizione di Robinho e Falco, ma difficilmente verranno rinviati in Italia, dato che la Costituzione brasiliana vieta l'estradizione dei brasiliani.
Quindi, L'Italia potrebbe chiedere loro di scontare la pena detentiva in un penitenziario brasiliano.
Per fare ciò, l'Italia deve richiedere il trasferimento dell'esecuzione della sentenza ai tribunali brasiliani e attendere che la Corte Superiore di Giustizia approvi la sentenza straniera.
Ma, secondo il Segretariato per la Cooperazione Internazionale della PGR (Procura Generale), “non esiste un termine ultimo per lo svolgimento del processo”.
Comprendere il caso
Il caso è avvenuto a Milano, presso la discoteca Sio Café, nelle prime ore del 22 gennaio 2013.
La vittima è una donna albanese che, in quel momento, festeggiava il suo 23esimo compleanno. Oltre a Robinho, allora difensore del Milan, e Ricardo Falco, altri quattro brasiliani sarebbero stati denunciati per aver preso parte al gesto.
Poiché avevano già lasciato l'Italia nel corso delle indagini, non sono stati informati della conclusione delle indagini e pertanto non sono stati perseguiti.
Il caso contro questi quattro brasiliani è stato per ora sospeso, ma potrebbe essere riaperto, soprattutto ora che il Corte di Cassazione confermato la condanna di Robinho e Falco.
Robinho ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con la vittima, ma ha negato le accuse di violenza sessuale quando è stato interrogato nel 2014.
Con informazioni della Uol







































