Il settore è un forte candidato per aiutare l’economia italiana dopo la crisi causata dal nuovo coronavirus
Apprezzare la bellezza del territorio italiano nel nome dell'ambiente e della sostenibilità, e contribuire anche a rilanciare l'economia. Il cicloturismo potrebbe rappresentare una componente importante per aiutare la ripresa del turismo in Italia, durante l’emergenza Covid-19.
È quanto emerge dallo studio commissionato da Isnart-Unioncamere – istituto italiano di ricerca sul turismo – e Legambiente – associazione ambientalista italiana.
Spese totali pari a 4,7 miliardi
Secondo il rapporto 2019, il turismo su due ruote – comprendendo ciclisti italiani e stranieri – ha generato quasi 55 milioni di alloggi, corrispondenti al 6,1% dei pernottamenti totali in Italia, generando un fatturato totale di 4,7 miliardi di euro, di cui 3 miliardi entrati grazie ai turisti stranieri. La spesa media giornaliera pro capite del ciclista è stata di circa 75 euro.

Il Trentino Alto Adige ha catturato il 30% della portata
La regione del Trentino Alto Adige, nel nord Italia, ha catturato la quota più consistente (30% del totale) dell'intero flusso.
Tuttavia, le piste ciclabili più frequentate sono Trieste/Lignano Sabbiadoro/Venezia (43%), Ciclabile del Garda (43%), Ciclabile del Tirreno “Liguria/Toscana/Lazio (29%), Ciclabile dell'Adriatico (29%) e Ciclabile dell'Acquedotto Pugliese (29%).
Le due ruote risparmiano 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno
Usare la bicicletta – prosegue il rapporto – fa risparmiare in Italia l'emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Inoltre la bicicletta garantisce un distanziamento fisico naturale ed è particolarmente adatta al turismo locale, soprattutto in tempi di pandemia.
Corto raggio preferito
I dati del 2019 indicano che i cicloturisti preferiscono gli spostamenti brevi: i ciclisti – spiega il rapporto – tendono a spostarsi all’interno della stessa zona di residenza o, al massimo, vicine; I ciclisti in Lombardia ed Emilia-Romagna preferiscono destinazioni di prossimità, mentre veneti e toscani si dirigono a sud per accedere alle strade di Sicilia e Calabria.
Per quanto riguarda i turisti internazionali, tedeschi e austriaci sono concentrati nel Trentino, i francesi sono distribuiti più o meno equamente tra Lombardia, Trentino e Sardegna (che è il terzo mercato di riferimento anche per gli inglesi).
Secondo i tour operator specializzati nel cicloturismo, il pacchetto medio corrisponde a 7 notti, per un valore di circa 900 euro, e può essere itinerante o fisso.
Vale il 6% della domanda turistica
O il peso del cicloturismo sulla domanda turistica generale in Italia è in media del 6%, mentre nelle regioni a maggiore vocazione ciclistica l'incidenza è notevolmente più elevata, dal 15% al 20%. “Nell’attuale situazione di crisi causata dall’emergenza Covid-19 bisogna ricercare anche le opportunità, e lo sviluppo del cicloturismo è sicuramente tra queste. È importante, quindi, introdurre incentivi per la mobilità intelligente e rafforzare modalità alternative di mobilità”, spiega Roberto Di Vincenzo, presidente dell'Isnart.
“I numeri del rapporto dimostrano ancora una volta, qualora ve ne fosse la necessità, come il cicloturismo possa rappresentare una risposta utile alla crisi. È utile dal punto di vista sanitario, per le distanze e l'attività motoria, dal punto di vista ambientale e per l'economia. E, infine, è utile per connettere i territori”, sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.
Per due milioni di italiani è un mezzo di trasporto quotidiano
Nel 2019 si stimavano 20,5 milioni di presenze da parte dei ciclisti italiani, quindi quest'anno, considerando anche i soggiorni brevi autunnali (due/tre giorni) di fine 2020, si avrebbero 25,9 milioni di presenze (+26%). In Italia, nel 2019, sono state vendute 1,7 milioni di biciclette (3 al minuto) e quasi 2 milioni di italiani le utilizzano come mezzo di trasporto quotidiano.
Il rapporto è stato pubblicato per la prima volta nel Il Sole 24 Ore.







































