In un discorso energico alla Camera dei Deputati, il Primo Ministro Giorgia Melonic Ha messo fine alle speculazioni su una possibile caduta del suo governo, questo giovedì (9).
Anche dopo che l'elettorato italiano ha respinto il suo proposta di riforma giudiziaria (53,75% di contrari), Meloni ha assicurato che la sua coalizione rimane solida e concentrata sul raggiungimento del mandato entro il 2027.
Il peso del referendum
La sconfitta elettorale di fine marzo è stata la più grave battuta d'arresto politica per Meloni dall'ottobre 2022. La proposta mirava a separare la carriera di giudici e pubblici ministeri, una questione delicata che l'opposizione ha definito un "attacco all'indipendenza della magistratura".
Nonostante il risultato, Meloni ha minimizzato la necessità di un "nuovo inizio":
«Non c'è alcuna intenzione di effettuare un rimpasto di governo. Questo resta il governo che ha restituito stabilità politica e credibilità internazionale all'Italia», ha dichiarato il Presidente del Consiglio, ribadendo che il Paese non entrerà in una nuova crisi istituzionale.
perdite governative
Sebbene neghi una riforma generale, il referendum ha già lasciato profonde cicatrici. Tre figure importanti dell'amministrazione hanno recentemente lasciato i loro incarichi:
- Daniela Santanché (Turismo)
- Andrea Delmastro (Sottosegretario alla Giustizia)
- Giuseppe Bartolozzi (Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia)
Lo scontro con l'opposizione
L'udienza in Parlamento è stata caratterizzata da un acceso scambio di accuse. Meloni ha sfidato i suoi oppositori a dimostrare di avere un programma di governo alternativo valido. La risposta è arrivata prontamente:
Giuseppe Conte (M5S): Ha promesso un programma progressista: "Vi rimanderemo a casa".
Elly Schlein (PD): "Ci sfidate, ma avete già perso perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha sconfitto alle urne. È chiaro che volete davvero tornare all'opposizione, quindi faremo in modo di accontentarvi."






































