L'ironia politica ha segnato l'esito del referendum costituzionale del 2026. Mentre gli elettori in Italia hanno inflitto una sconfitta storica a Giorgia Meloni, gli italiani residenti in Sud America, e soprattutto in Brasile, hanno teso la mano al Primo Ministro. Il risultato in Brasile, dove il Il “SÌ” ha vinto con il 71,5%, è stato accolto con entusiasmo dal partito Fratelli d'Italia (FdI).
"Non è una piccola consolazione", afferma il senatore Meloni.
Il senatore Roberto Menia, che chiamavano i discendenti "falsi italiani"Non ha risparmiato elogi per il risultato proveniente dal territorio brasiliano. A suo avviso, il voto all'estero ha dimostrato un'affidabilità superiore a quella di molte regioni d'Italia stessa.
"Non è una magra consolazione, ma un dato di fatto politico da cui partire: gli italiani all'estero hanno dimostrato di aver compreso il cuore del provvedimento governativo di modernizzazione del sistema giudiziario." Menia ha dichiarato, che è responsabile del Dipartimento degli Italiani all'Estero del partito Fratelli d'Italia (FdI).
Il partito sta ora sfruttando il massiccio sostegno dei sudamericani, precedentemente respinto, come scudo morale contro la crisi interna che sta scuotendo la coalizione a Roma.
Allineamento ideologico
Il risultato è curioso perché si verifica in uno dei periodi di maggiore tensione tra la comunità italo-brasiliana e il governo Meloni. Fu proprio sotto l'amministrazione di Antonio Tajani (vice primo ministro e alleato di Meloni) che vennero imposte norme rigorose e restrizioni amministrative per limitare il riconoscimento della cittadinanza.
Perché il Brasile ha votato "SÌ"?
Esperti consultati da Italianismo spiegare che il voto in Brasile fosse uno "specchio" della politica locale.
Per molti, il voto "Sì" è stato identificato come il voto della destra, garantendo automaticamente il sostegno di coloro che si allineano a tale posizione in Brasile, a prescindere dalle sfumature tecniche della legge italiana.
Per il governo Meloni, il voto brasiliano rappresenta il "dato politico per ricominciare da capo". Resta da vedere se questo massiccio sostegno si tradurrà in una posizione più flessibile in merito alle procedure di cittadinanza, o se il governo continuerà a raccogliere i voti di una comunità che, in pratica, continua a limitare.
Con lo spoglio dei voti del referendum giudiziario italiano ormai concluso, il risultato ufficiale indica la vittoria del "No". 53,23% di preferenza, superando la 46,77% ottenuto dal governo. La partecipazione è stata considerata significativa per gli standard italiani, raggiungendo 58,9% dei cittadini aventi diritto di voto.







































Hélio Neto
25 marzo 2026 alle 22:37
Il voto favorevole degli italiani in Brasile rivela come la distanza dalla realtà italiana, unita alla mancanza di conoscenza, possa portare a decisioni poco informate. Per votare, è necessario avere almeno una conoscenza di base di ciò che sta accadendo e riflettere su come questo possa avere un impatto positivo nel contesto italiano, e non tracciando parallelismi con il Brasile, poiché si tratta di realtà distinte. C'è ancora molto da capire su come sia la vita in Italia prima di poter formare un'opinione, e tali scelte possono avere conseguenze negative in futuro. Gli elogi che il governo sta tributando ora non significano nulla rispetto a ciò che ha già voluto e fatto contro le persone di origine italiana.
Italus San Martino di Venezze
30 marzo 2026 alle 22:32
Gli italiani nativi dovrebbero chiedere l'annullamento del riconoscimento della doppia cittadinanza italiana per il 71,5% dei discendenti di italiani. È deplorevole che il 71,5% dei discendenti di italiani in Brasile appoggi questo regime escludente e discriminatorio che da tempo sta distruggendo l'economia italiana, con questi rappresentanti politici, come Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e altri politici che lo sostengono. La prova della cattiva gestione di questo governo è che negli ultimi anni migliaia di italiani nativi e/o i loro figli sono emigrati in altri paesi in cerca di migliori condizioni di vita. Appoggiare questo regime autoritario e dittatoriale dei rappresentanti del popolo italiano, come Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e altri politici che lo sostengono, significa danneggiare il resto della nazione di discendenti di italiani che aspirano alla doppia cittadinanza italiana. "Puro egoismo". Saluti dal 71,5% che sostiene il regime di Meloni, Tajani e Salvini. I restanti discendenti di italiani e gli italiani nativi hanno la saggezza e l'intelligenza di votare contro questo regime. I prossimi referendum serviranno a chiedere le dimissioni di Antonio Tajani e Matteo Salvini. Auguro loro “Ciao Ciao Meloni…”