Un'indagine condotta dalla polizia di Treviso, in Italia, pubblicata questo lunedì (07/10), rivela un piano che coinvolge 160 brasiliani a cui è stata concessa la cittadinanza italiana attraverso procedimenti irregolari.
La frode, avvenuta tra ottobre 2018 e 2022, ha facilitato l'accesso alla cittadinanza italiana a cittadini brasiliani senza che questi soddisfacessero i requisiti legali di residenza. I soggetti coinvolti, tra cui tre agenti di polizia locale, sono accusati di falsificazione di documenti e materiali.

Falsa residenza e coinvolgimento di agenti di polizia
Secondo le indagini, i brasiliani sono arrivati nella città di Crocetta del Montelloin provincia di Treviso, con una sola valigia, hanno soggiornato per alcuni giorni in appartamenti preselezionati per simulare l'adempimento del requisito di residenza necessario per ottenere la cittadinanza italiana per discendenza. ( 'iure sanguinis").
Tra i dieci incriminati, oltre ai brasiliani che hanno agito come intermediari, ci sono tre agenti della polizia locale – detti vigili – che, secondo gli investigatori, avrebbero certificato illegalmente la residenza dei ricorrenti.
Anche con il continuo scambio di inquilini negli stessi immobili, la polizia non ha messo in dubbio la validità dei contratti di affitto e delle residenze temporanee.
Il ruolo degli intermediari brasiliani
Il progetto è stato sostenuto da sei brasiliani, residenti nella regione, che gestiscono agenzie che facilitano i processi amministrativi.
Questi intermediari hanno fornito servizi completi ai loro connazionali per ottenere la cittadinanza, inclusa la falsificazione delle dichiarazioni di alloggio e l'assistenza nella compilazione dei documenti necessari.
Avrebbero anche accesso a informazioni privilegiate sulle scadenze di verifica delle autorità locali, che consentirebbero loro di adattare il programma di ingresso e uscita dei richiedenti dalle proprietà.

Implicazioni e passi successivi
Oltre agli intermediari e agli agenti di polizia, anche una donna italiana di 74 anni è stata accusata di aver ceduto la propria residenza a nove brasiliani nel periodo indagato, facilitando la simulazione degli alloggi necessari nel processo.
Ora, secondo il giornale, tutti gli imputati hanno 20 giorni per presentare una difesa e cercare di evitare il processo Il tribuno.
*Articolo in fase di aggiornamento


























































