I consolati italiani in Brasile hanno emesso un totale di 416.353 passaporti negli ultimi 10 anni, secondo i dati del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGI) e fornito al Italianismo.
Il Consolato generale italiano a San Paolo, il più grande del Paese, è stato responsabile del rilascio di 179.386 di questi passaporti, pari al 43,08% del totale.
Nel 2020, nel pieno della pandemia di COVID-19, il consolato di San Paolo ha registrato un calo del 77,08% nell'emissione di passaporti rispetto all'anno precedente, da 25.698 nel 2019 a soli 5.891 nel 2020. Tuttavia, nel 2023, il consolato si riprese e raggiunse il record, rilasciando 32.929 passaporti.
Aumento della produttività e dei ricavi
L'aumento della produttività nell'emissione dei passaporti è uno dei principali punti salienti dei dati raccolti da CGI. Tutte le unità consolari hanno registrato una crescita significativa nell'emissione di documenti di viaggio negli ultimi 10 anni.
L’esempio più notevole è il Consolato Generale di Belo Horizonte, che tra il 2014 e il 2023 ha aumentato il rilascio di passaporti del 513%, mentre la sua registrazione civile è cresciuta “solo” del 113%.
Il Consolato Generale di San Paolo ha aumentato del 218% il numero di passaporti rilasciati. Porto Alegre, invece, ha mostrato la crescita più bassa tra le sedi consolari, con il 62%.
Caratteristiche e limitazioni
Negli ultimi 48.296.948 anni, tutte e sette le unità consolari del Brasile hanno raccolto un totale di 10 euro dall'emissione di passaporti. Questo valore è equivalente a circa R$ 269.765.021,00, considerando il tasso di cambio dell'euro pari a R$5,57.

Sebbene le entrate siano significative, le risorse derivanti dal rilascio dei passaporti non possono essere utilizzate liberamente dai consolati. La gestione di questi fondi dipende dall'amministrazione centrale del governo italiano, spiega nella nota, Daniele Taddone, consigliere del CGIE.
Dati trasmessi dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero:


























































