La migrazione è un fenomeno antico che continua a plasmare l’identità italiana. Oggi, circa 6 milioni di italiani vivono fuori dai confini nazionali, con un aumento impressionante del 91% dal 2006, con una crescita particolarmente marcata tra gli over 65.
La mobilità non è solo una questione di ricerca di nuove opportunità, ma anche una questione di diritti: il diritto di migrare, di restare e di ritornare.
Il fenomeno dell'emigrazione italiana
Secondo il rapporto di Fondazione Migrantes, il numero degli italiani all'estero è passato da poco più di 3 milioni a quasi 6 milioni dal 2006.
Questo aumento riflette non solo la ricerca di migliori opportunità economiche, ma anche il tentativo di raggiungere un benessere personale e familiare che molti ritengono impossibile in Italia.
La Sicilia, con oltre 815mila emigranti, è la regione con il più grande diaspora italiana.
La composizione demografica degli emigranti
Le statistiche mostrano che la composizione demografica degli italiani all’estero è diversificata e mutevole.
Circa il 48,2% degli emigranti sono donne, e la fascia di età prevalentemente giovane suggerisce che molti sono alla ricerca di migliori condizioni di vita e opportunità di carriera.
Circa il 23,2% degli emigranti ha tra i 35 ei 49 anni, mentre il 21,7% tra i 18 ei 34 anni.
Questo ringiovanimento della popolazione emigrante contrasta con il trend di invecchiamento della popolazione residente in Italia.

Cambiamenti nelle motivazioni a migrare
Tradizionalmente, l’emigrazione italiana è stata guidata da necessità economiche. Oggi, però, la motivazione comprende anche la ricerca della realizzazione personale e professionale.
Molti emigranti sono giovani altamente qualificati che cercano ambienti con meno barriere di genere e migliori prospettive di carriera.
Delfina Licata, sociologo e coordinatore dell'area di ricerca della Fondazione Migrantes, sottolinea che la nuova ondata migratoria italiana è associata al desiderio di crescita personale e professionale, piuttosto che alla semplice fuga dalla povertà.
“Dalle varie interviste che abbiamo fatto emerge che la causa principale non è il lavoro, ma la realizzazione di sé, una questione esistenziale fatta di più elementi, tra cui il lavoro, un reddito più alto, ma anche un percorso di progettazione personale, di coppia o famiglia che desiderano svolgersi, o hanno già svolto, all'estero. Il desiderio di stare con i propri parenti esiste, ma la mancanza di risorse e la paura insita nei loro territori d’origine li portano a soddisfare questo desiderio all’estero”, afferma.
Impatto dell'emigrazione in Italia
L’emigrazione ha un impatto significativo sull’Italia. Con una perdita di 132.405 residenti in un anno, il Paese si trova ad affrontare una sfida demografica.
Inoltre, la mobilità continua ad essere prevalentemente unidirezionale, con molti emigranti che esitano a ritornare a causa della mancanza di riconoscimento e apprezzamento per le loro esperienze e competenze acquisite all’estero.
“Contrariamente a quanto si pensava diciotto anni fa, la mobilità degli italiani non è mai finita e l’Italia non è mai passata da Paese di emigrazione a Paese di immigrazione, ma ha continuato ad essere un Paese di mobilità tanto che oggi, nell’era della migrazione, l’Italia è inclusa a pieno titolo come Paese di mobilità, con flussi in entrata e in uscita”, spiega Licata.
L'attuale presenza degli italiani all'estero è prevalentemente europea
In Europa vivono oltre 3,2 milioni di italiani (il 54,7% del totale), mentre prosegue il continente americano con oltre 2,3 milioni (40,1%).
Oggi le comunità italiane più numerose sono in Argentina, con oltre 921mila iscritti (il 15,5% del totale), in Germania, con oltre 822mila (13,9%), Brasile, con più di 799mila abbonati (13,3%), e la Svizzera, con oltre 639mila (10,8%). I dati di Argentina, Germania e Svizzera sono del 2022, mentre quelli del Brasile sono aggiornati al 2023.

Seguono Francia, Regno Unito e Stati Uniti. Nelle prime dieci posizioni sono rappresentati tre continenti: Nord e America Latina, Europa e Oceania, ma non è necessario andare oltre la 27a posizione per essere rappresentati tutti i continenti.







































