L’allarme della Protezione Civile passa da “verde” a “giallo”
Il Dipartimento della Protezione Civile italiano ha alzato il livello di allerta attorno al vulcano Etna da “verde” a “giallo”, che ha eruttato nuovamente a fine agosto.
Questo livello prevede “fenomeni intensi, localmente pericolosi o pericolosi per lo sviluppo di determinate attività”. Il 21 agosto, parlando dell'alluvione che ha ucciso 10 persone in un parco in Calabria, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, aveva affermato che “con l'allerta gialla c'è già il rischio di morte”.
Le eruzioni raggiungono il versante sud-orientale dell'Etna, in Sicilia, e sono di tipo “stromboliano”, cioè di media intensità e caratterizzate dall'espulsione di ceneri, gas e rocce, oltre a fiumi di lava viscosi e spessi.
Le città situate nella zona montana sono in stato di “attenzione” e pronte ad adottare misure contro possibili situazioni di emergenza localizzate. “Bisogna tenere conto che il cambiamento del livello di allerta non necessariamente può avvenire in modo sequenziale o graduale, ma possono esserci variazioni improvvise”, dice la Protezione Civile.
L'Etna è il vulcano attivo più alto d'Europa e si trova tra le province di Catania e Messina.
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