La Corte di Cassazione italiana si appresta a pronunciarsi sulla controversia relativa alla cittadinanza per discendenza. (ius sanguinis)Le Sezioni Unite hanno esaminato i punti centrali della riforma in udienza del 14 aprile 2026Si prevede che la decisione che standardizzerà l'interpretazione verrà pubblicata prima della pausa dei lavori della magistratura, che inizierà il 1° agosto.
L'attesa continua mentre i tribunali italiani accumulano sentenze favorevoli, sebbene non manchino decisioni contrarie. La più recente è quella del Tribunale di Napoli, divenuta definitiva il 10 luglio, che ha riconosciuto la cittadinanza a due italo-brasiliani in una causa intentata il 6 febbraio 2026, già nel rispetto delle restrizioni previste dalla Legge 74/2025. Il caso è stato seguito dall'avvocata Maria Stella La Malfa.
Non è la prima volta che lo stesso tribunale si pronuncia in questo modo. Italianismo aveva già riportato una sentenza simile proveniente da Napoli.Ciò rafforza l'idea che non si tratti di un caso isolato.
Quanto già affermato dall'Ufficio di Cassazione
La Corte napoletana stessa si è basata su un recente precedente della Corte di Cassazione per giungere alla sua decisione. Nella sentenza citata, la Corte ha classificato la cittadinanza come un "diritto soggettivo assoluto di elevata rilevanza costituzionale, esistente dalla nascita del titolare, di natura permanente e imprescrittibile".
L'Ufficio di Cassazione ha inoltre riconosciuto che sussiste un interesse legittimo ad agire anche quando il cittadino non è in grado di presentare la richiesta: "quando si verificano impedimenti, difficoltà o ritardi che impediscono persino la presentazione della richiesta".
Il caso
La famiglia ha tentato di fissare un appuntamento tramite il sistema Prenot@mi a partire da dicembre 2024, ma non è riuscita a trovare una data disponibile. Il giudice ha ammesso come prova gli screenshot scattati prima del 27 marzo 2025, termine fissato dalla riforma, e ha concluso che il malfunzionamento del sistema non può essere attribuito alla persona che ha tentato di accedervi.
Secondo il Certificato Negativo di Naturalizzazione presente nel fascicolo, il nonno dei ricorrenti emigrò in Brasile alla fine del XIX secolo e non ottenne mai la cittadinanza brasiliana. Pertanto, il caso rientra nella tutela prevista dalla lettera c della nuova norma, che preserva il diritto. quando un antenato possedeva solo la cittadinanza italiana..





































