In molte famiglie italo-brasiliane circola la stessa storia: il cognome deriverebbe da una famiglia nobile, da un antico stemma o da un titolo perduto in Italia. Il più delle volte, però, non è proprio così. L'onomastica, la scienza che studia l'origine dei nomi, dimostra che... Cognomi italiani Sono nati da cose molto più comuni.
L'origine è solitamente un soprannome, una professione, il nome di un luogo o, in molti casi, un segno lasciato da qualcuno che è stato affidato a un istituto di assistenza sociale. E non c'è niente di male in questo: è proprio qui che sta la parte interessante.
La maggior parte deriva da soprannomi.
Molti cognomi italiani hanno avuto origine come soprannomi. Come riassume l'onomastico... Enzo CaffarelliSecondo la rivista italiana Rivista di Onomastica, "gran parte del repertorio dei cognomi italiani deriva da soprannomi".
Molti descrivono una caratteristica fisica o comportamentale, non sempre lusinghiera, come Rossi (il rosso), Grassi (il grasso) e Bassi (il basso). Altri nascono da professioni, come Ferrari (fabbro)Sarti (sarto) e Barbieri (barbiere), oppure provenienti da luoghi come Romano (da Roma) e Trevisan (da Treviso).
Non sempre significa ciò che sembra.
Esiste anche un gruppo curioso: Cognomi che sembrano dire una cosa ma ne significano un'altra."L'etimologia, però, può anche essere deludente", scherza Caffarelli.
Ecco alcuni esempi. Muoio non deriva da "morro" (collina), ma da moggio, che significa "collina, terreno elevato". Lardo non ha nulla a che vedere con il grasso: è la parte finale di nomi come Abelardo, di origine germanica, che significa "forte, coraggioso". Suini non si riferisce ai maiali, ma al nome germanico Ansuino, che significa "amico degli dei". E Tomba non è spaventoso: è semplicemente un toponimo.
Quando il cognome è la storia di un emarginato.
Sul lato opposto dell'idea di nobiltà ci sono i cognomi dati ai bambini abbandonati, come Esposito, assegnati dalle istituzioni ospitanti. Sono forse le più umili nelle origini, e al tempo stesso quelle che portano con sé la storia più ricca.
Nemmeno Caffarelli stesso sfugge a questo paragone. Spiega che il suo cognome deriva da Caffaro, che nella prospettiva musulmana medievale significava "infedele", ovvero cristiano. La lezione è semplice: un cognome non è quasi mai un certificato di nobiltà, ma è sempre un pezzo di storia. E scoprire la verità è solitamente più divertente della leggenda.
Riquadro esplicativo | Le origini più comuni
- soprannome: caratteristica fisica o comportamentale (Rossi, Grassi, Bassi)
- Ufficio: la professione dell'antenato (Ferrari, Sarti, Barbieri).
- Luogo: la città o regione di origine (Romano, Trevisan).
- Trovatelli: nomi attribuiti da istituzioni (Esposito, Innocenti).
(Esistono lignaggi nobiliari, ma sono l'eccezione, non la regola.)






































Maria Ausiliatrice
8 luglio 2026 alle 18:51
E Lavacchia?
Arnildo Luiz Beninca
8 luglio 2026 alle 19:26
Si ritiene che il cognome Benincasa appartenga a una famiglia nobile, dato che esiste persino un palazzo chiamato Benincasa. Successivamente, emerse il cognome Benincá, derivato da Benincasa, a sua volta derivato da una famiglia Benincasa che dovette cambiare il proprio cognome in Benincá. Non conosciamo l'anno esatto, ma sembra essere intorno all'anno 1400 a Follina-TV…
Gustavo Conti
9 luglio 2026 alle 01:42
Conosco solo quattro cognomi di origine nobiliare: Belluno, Federici, Medici e Ruspoli. Un politico colombiano (non ricordo il suo nome) e Constantino Mario Ruspoli, un diplomatico brasiliano di Recife, sono discendenti diretti della nobile famiglia Ruspoli. Constantino detiene titoli nobiliari.
Ley Bassani
9 luglio 2026 alle 10:53
Il cognome Bassani, c'è una città in Italia con questo cognome, e da quello che so questa famiglia è molto numerosa.